Gioco
Molestie ai genitori, il gip lo allontana da casa
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Il capo dell’Anticrimine Zerilli e l’ispettore D’AddioLivornese di 49 anni, già ammonito dal questore, indagato per maltrattamenti
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LIVORNO. Quarantanove anni. Senza lavoro, senza una casa sua. Due figli con due mogli diverse. Ma non ha i soldi per pagare gli alimenti. Una vita sulle spalle dei genitori, che diventano vittime di angherie quotidiane. Minacce, insulti e violenze verso il padre, 74 anni, ma soprattutto verso la madre, 69. Due anziani costretti a vivere nel "terrore", come emerso dalle indagini della polizia e dal racconto delle due vittime, che, dopo due anni di sottomissione, hanno denunciato il figlio. Una situazione che ha spinto la gip Beatrice Dani a emettere un provvedimento di allontanamento dalla casa dei genitori. Secondo la questura, che ha condotto le indagini, le angherie dell'uomo erano motivate dal suo costante bisogno di denaro per acquistare la droga. La vittima principale delle violenze è risultata la madre. «Pezza di m..., devi morire, spia della questura». Così veniva insultata in continuazione dal figlio. Le molestie sono esplose nel 2009, quando, dopo una serie di episodi di minacce ed estorsioni, il questore ha emesso nei confronti del quarantanovenne un primo ammonimento, come prevede la normativa antistalking. Tuttavia, ciò non era valso a mettere fine alle sue violenze. E, dopo un breve periodo di stasi, la spirale di minacce e molestie è aumentata finché i genitori non sono stati costretti a rivolgersi nuovamente alla sezione Affari generali dell'Aticrimine. Del caso si è occupato l'ispettore capo Giuseppe D'Addio insieme ai suoi uomini. A coordinare il tutto, il dirigente dell'Anticrimine, Francesco Zerilli: «In situazioni come questa, le vittime diventano preda del terrore e vivono nella costante paura di morire. L'atteggiamento violento dell'aggressore è tanto più doloroso in virtù della parentela. I genitori, in questo caso, vivono un conflitto interiore terribile. E sperano sempre che la persona cambi, ma nella maggiore parte dei casi, ciò non accade». Dopo le indagini e le acquisizioni di informazioni e prove, il figlio è stato indagato per maltrattamenti in famiglia e, su decisione del giudice, successivamente allontanato da casa.
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