Gioco
Isee falsificato, 34 denunciati
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Sopra: un finanziere al lavoro in archivio per i controlli. Nel riquadro in alto: la compilazione della dichiarazione dei redditiIn tutta la mappa delle province toscane solo Siena ci sorpassa nel numero di denunce che la Guardia di finanza ha inviato alla Procura in fatto di dichiarazioni Isee fasulle
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LIVORNO. In tutta la mappa delle province toscane solo Siena ci sorpassa nel numero di denunce che la Guardia di finanza ha inviato alla Procura in fatto di dichiarazioni Isee fasulle: ben 34 fra il primo semestre di quest'anno (18) e quello dell'anno scorso (16). Meno della metà di quante se ne sono contate a Siena e lo stesso numero che a Lucca, ma più che in provincia di Firenze (che però ha il triplo degli abitanti), quasi il doppio rispetto a Pisa, più del quadruplo di Grosseto.
La percentuale delle dichiarazioni Isee furbastre resta comunque nella nostra provincia al di sotto della media regionale: 13,2% nel primo semestre 2010 (contro il 29,2% dello standard toscano), 33,3% nel periodo fra Capodanno 2011 e la fine del giugno scorso (quando il dato regionale ha raggiunto il 39%). Basti dire che, rispetto ai controlli effettuati, la quota di dichiarazioni bugiarde entra in orbita a Siena (quasi il 70%), a Massa Carrara (il 74% tondo), a Firenze (oltre l'88%). Ma fra le province toscane solo a Pistoia è più alta che qui da noi l'impennata della percentuale delle dichiarazioni irregolari: in un anno è cresciuta addirittura di due volte e mezzo.
Resta da capire quanto c'entri una maggiore propensione a cercare di "aggiustarsi" l'Isee in modo fraudolento (o talvolta sbadato ma comunque fuori regola) e quanto invece dipenda da una maggiore severità, frequenza o efficacia dell'apparato di verifica. Anche se, detto per inciso, nei sei mesi "radiografati", nella nostra provincia i controlli sono calati da 121 (nel 2010) a 54 (quest'anno): numeri tali da far ipotizzare che le verifiche vengono fatte in maniera mirata, praticamente chirurgica su una casistica abbastanza determinata. Qui come nel resto della Toscana: i 54 targati Livorno sono grossomodo in linea con i 94 riguardanti Firenze, i 65 di Pisa, i 53 di Siena, i 72 di Lucca (al di sotto dello standard invece invece i 29 di Prato o i 28 di Arezzo).
Bisogna aggiungere poi che questi dati riguardano la prima metà di quest'anno, quando ancora non erano scattati i controlli extra che la Regione ha promesso - anzi, diciamo pure minacciato - in agosto quando, nell'applicazione dei ticket sanitari decisi dal governo, ha deciso di non fissarli in modo indifferenziato bensì di commisurarli in proporzione al reddito in nome di una esigenza di equità sociale. Lo conferma anche l'Asl: partiranno a dicembre i controlli a campione sulle autocertificazioni relative al ticket sulle ricette. E' dopo ferragosto che l'Isee è uscito dal recinto delle fasce sociali più deboli in cui era stato apparentemente confinato fino ad allora: si preoccupava di chiederlo al Caaf solo chi immaginava di rientrare fra le agevolazioni. Ma sempre con limiti così bassi da riguardare tutt'al più pensionati con la minima, famiglie operaie monoreddito o con introiti precari o lavoratori autonomi con libertà d'evasione fiscale.
In realtà, qualcosa era già cambiato sia per chi aveva i figli così piccoli da frequentare il nido o così grandi da iscriversi all'università. Tanto alle scuole d'infanzia del Comune come all'ateneo pisano il contributo da pagare è stato scaglionato su una amplissima gamma di fasce di Isee, arrivando a comprendere anche una bella fetta di ceto medio. Ma cosa rischia chi presenta una dichiarazione Isee irregolare? Dipende dal beneficio che ha avuto chi viene pizzicato: se resta sotto i 4mila euro, il castigo è una multa.
Ma salatissima: fra i 5mila e i 25mila euro, comunque non superiore al triplo del beneficio che se ne è ricavato. Occhio che se con la "furbata" il tornaconto supera i 4mila euro i guai si fanno seri: si ruzzola nel penale. A ciò va sommato il fatto che, a cascata, la cosa può avere un effetto domino nel campo fiscale e prevedere una rideterminazione dell'imponibile Irpef se gli 007 della Finanza si accorgono che sono stati fatti sparire anche redditi tassabili. Nella nostra provincia la bacchetta magica aveva occultato 250mila euro di reddito nei due periodi considerati.
La percentuale delle dichiarazioni Isee furbastre resta comunque nella nostra provincia al di sotto della media regionale: 13,2% nel primo semestre 2010 (contro il 29,2% dello standard toscano), 33,3% nel periodo fra Capodanno 2011 e la fine del giugno scorso (quando il dato regionale ha raggiunto il 39%). Basti dire che, rispetto ai controlli effettuati, la quota di dichiarazioni bugiarde entra in orbita a Siena (quasi il 70%), a Massa Carrara (il 74% tondo), a Firenze (oltre l'88%). Ma fra le province toscane solo a Pistoia è più alta che qui da noi l'impennata della percentuale delle dichiarazioni irregolari: in un anno è cresciuta addirittura di due volte e mezzo.
Resta da capire quanto c'entri una maggiore propensione a cercare di "aggiustarsi" l'Isee in modo fraudolento (o talvolta sbadato ma comunque fuori regola) e quanto invece dipenda da una maggiore severità, frequenza o efficacia dell'apparato di verifica. Anche se, detto per inciso, nei sei mesi "radiografati", nella nostra provincia i controlli sono calati da 121 (nel 2010) a 54 (quest'anno): numeri tali da far ipotizzare che le verifiche vengono fatte in maniera mirata, praticamente chirurgica su una casistica abbastanza determinata. Qui come nel resto della Toscana: i 54 targati Livorno sono grossomodo in linea con i 94 riguardanti Firenze, i 65 di Pisa, i 53 di Siena, i 72 di Lucca (al di sotto dello standard invece invece i 29 di Prato o i 28 di Arezzo).
Bisogna aggiungere poi che questi dati riguardano la prima metà di quest'anno, quando ancora non erano scattati i controlli extra che la Regione ha promesso - anzi, diciamo pure minacciato - in agosto quando, nell'applicazione dei ticket sanitari decisi dal governo, ha deciso di non fissarli in modo indifferenziato bensì di commisurarli in proporzione al reddito in nome di una esigenza di equità sociale. Lo conferma anche l'Asl: partiranno a dicembre i controlli a campione sulle autocertificazioni relative al ticket sulle ricette. E' dopo ferragosto che l'Isee è uscito dal recinto delle fasce sociali più deboli in cui era stato apparentemente confinato fino ad allora: si preoccupava di chiederlo al Caaf solo chi immaginava di rientrare fra le agevolazioni. Ma sempre con limiti così bassi da riguardare tutt'al più pensionati con la minima, famiglie operaie monoreddito o con introiti precari o lavoratori autonomi con libertà d'evasione fiscale.
In realtà, qualcosa era già cambiato sia per chi aveva i figli così piccoli da frequentare il nido o così grandi da iscriversi all'università. Tanto alle scuole d'infanzia del Comune come all'ateneo pisano il contributo da pagare è stato scaglionato su una amplissima gamma di fasce di Isee, arrivando a comprendere anche una bella fetta di ceto medio. Ma cosa rischia chi presenta una dichiarazione Isee irregolare? Dipende dal beneficio che ha avuto chi viene pizzicato: se resta sotto i 4mila euro, il castigo è una multa.
Ma salatissima: fra i 5mila e i 25mila euro, comunque non superiore al triplo del beneficio che se ne è ricavato. Occhio che se con la "furbata" il tornaconto supera i 4mila euro i guai si fanno seri: si ruzzola nel penale. A ciò va sommato il fatto che, a cascata, la cosa può avere un effetto domino nel campo fiscale e prevedere una rideterminazione dell'imponibile Irpef se gli 007 della Finanza si accorgono che sono stati fatti sparire anche redditi tassabili. Nella nostra provincia la bacchetta magica aveva occultato 250mila euro di reddito nei due periodi considerati.
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