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Livorno

Il bimbo escluso? Faccio la squadra degli scarponi

Simone Giusti, vescovo, lancia una proposta: la squadra degli scarponi
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Simone Giusti, vescovo, lancia una proposta: la squadra degli scarponi

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LIVORNO. «Sogno una squadra di schiappe». L'aveva detto il vescovo Simone Giusti in una delle sue prime uscite pubbliche appena arrivato al timone della diocesi della nostra città. Lo ripete adesso di fronte al caso del ragazzino rimasto fuori dalla squadra di calcio, anche se il suo non è un giudizio su «questa singola vicenda»: «Mi sto adoperando - afferma - per rilanciare il Csi e per far decollare progetti di oratori in città. Penso soprattutto a quei ragazzi che rischiano di restare tagliati fuori dallo sport perché non hanno le capacità o anche solo l'interesse di dedicarsi a praticarlo in modo agonistico». 

A giudizio del presule, è fondamentale che lo sport sia «un diritto di tutti: da praticanti attivi prima che solamente da spettatori». Nella pratica sportiva popolare il monsignore-architetto vede «uno strumento educativo primario»: aiuta a «divertirsi imparando che esistono le regole, la disciplina con cui rispettare il proprio corpo, il sacrificio per raggiungere i risultati, lo spirito di squadra che ci fa sentire uniti verso un traguardo».  La fatica dello sportivo - è questo un aspetto sul quale il vescovo insiste - è anche un antidoto contro i virus di una società che ti spinge a credere nello zapping o nel fatto che in pochi mesi un giovane possa inventare la scorciatoia per diventare una star: «Lo sport è una scuola di vita, ti insegna che solo sudando davvero si possono conseguire risultati». 

«Capisco bene le esigenze di chi ha talento e vuol mettersi alla prova», dice Giusti: «Non voglio dare nessun tipo di giudizio ma sto cercando di costruire nelle parrocchie una rete per evitare che dai 14 anni in poi sia di fatto espulso chi non è adatto o interessato alla competizione. E' un'idea popolare di interpretare lo sport che credo appartenga anche alla Uisp, ad esempio. Dobbiamo smetterla di considerare come inutile questo tipo di pratica sportiva: gli "scarponi" non saranno campioni? A me comunque interessa che abbiano tutto il diritto di scatenarsi dietro un pallone».

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di Redazione web