Gioco
«Pensano ai risultati, non ai ragazzi»
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LIVORNO. «Purtroppo la Figc non farà alcun passo. Le dichiarazioni del delegato provinciale Tramonti apparse sul vostro quotidiano lo confermano. Vi sembra possibile che un ente come la Figc non sappia dove avvengono episodi simili?» Alberto, il papà del bimbo escluso dalla Pro Livorno Sorgenti perchè «sovrappeso», torna a scrivere al giornale. «A differenza di Pisa e Lucca, a Livorno i vivai sono un miraggio a causa degli interessi delle società: invece di avvicinare i bambini al calcio, si tende a sfruttarli per guadagnare dall'iscrizione. Inoltre le scuole calcio sono ricche di pseudo-allenatori. E tutto questo è confermato dai commenti arrivati sul vostro sito». Poi il genitore torna su quel ritornello che da anni viene cantato sui campi di periferia: «Le società pensano solo ai risultati. Ma se questo è comprensibile per le prime squadre e i settori giovanili, non lo è per le scuole calcio, dove gli istruttori dovrebbero essere prima uomini e poi allenatori».
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