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Livorno

«Suo figlio è sovrappeso non può giocare a calcio»Bimbo escluso dalla squadra

«Suo figlio è sovrappeso non può giocare a calcio»Bimbo escluso dalla squadra

Suo figlio è sovrappeso, non può giocare a calcio. Ci sono tanti altri sport». Questa la risposta di un allenatore al padre di un bimbo di 12 anni, che aveva chiesto spiegazioni sulle mancate convocazioni del figlio per le partite. Il padre ha denunciato l’episodio alla Figc

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LIVORNO. «Suo figlio è sovrappeso, non può giocare a calcio. Ci sono tanti altri sport». Questa è stata la risposta di un allenatore al padre di un bambino di 12 anni, che aveva chiesto spiegazioni sulle mancate convocazioni del figlio per le partite di campionato: «Come mai non gioca mai? Si allena sempre, si impegna e ha un bellissimo rapporto con tutto il gruppo». Poi quelle parole. Che avrebbero spezzato il cuore e il sogno di un bambino. Il padre ha denunciato l’episodio alla Figc regionale, chiedendo che mandi gli ispettori a Livorno, e con una lettera al “Tirreno” che pubblichiamo integralmente sul nostro sito (www.iltirreno.it).

Il ragazzo, 12 anni, 50 chili di peso per 1 metro e 57 centimetri di altezza, gioca in una squadra cha partecipa al torneo Esordienti A 1999 fair play (girone A), categoria cruciale nel passaggio dalla scuola calcio al settore giovanile. In questa categoria, i bambini si confrontano per la prima volta con il calcio a 11, pur disputando un torneo basato ancora sul divertimento e sul fair play. Sono nove le società livornesi che partecipano al campionato Esordienti: Antignano Banditella, Armando Picchi, Collevica, Livorno 9, Livorno Nord Pontino, Orlando Telcosistemi, Pga Portuale Guasticce, Polisportiva Carli Salviano e Pro Livorno Sorgenti. Ecco il racconto del padre: «Siamo alla quinta giornata e mio figlio non ha giocato neanche un minuto. La rosa della squadra è composta da 18 elementi: vengono convocati tutti tranne lui, che torna sempre a casa piangendo». «Babbo, provo un altro mese e poi mollo», così dice il ragazzo dopo l’ennesima esclusione.

«A quel punto sono stato costretto a chiedere all’istruttore il motivo di certe scelte». Scelte apparentemente inspiegabili. Perché, se si possono convocare fino a un massimo di 18 giocatori e portarli tutti garantisce un punteggio superiore perfino alla vittoria della partita, l’allenatore lascerebbe sempre a casa questo bambino? Il tecnico è stato fin troppo brutale nella risposta: «Mi ha detto che mio figlio è sovrappeso, che non è adatto al calcio. Ma un bambino di 12 anni alto e robusto può essere definito così? Questi non sono i valori che una delle più floride scuole calcio della città dovrebbe trasmettere». Nomi non ne fa, Alberto, per «rispetto dei bambini che giocano in questa squadra». Ma la vicenda non è per questo meno eclatante, come dimostrano le decine di commenti arrivati sul nostro sito, alcuni dei quali fulminanti: «Bisognerebbe esonerare l’allenatore per qualche chilo di cervello in meno».

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