«Suo figlio è sovrappeso non può giocare a calcio» Bimbo escluso dalla squadra
Gianni Tacchi
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Bimbi in campo, genitori sugli spalti 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Suo figlio è sovrappeso, non può giocare a calcio. Ci sono tanti altri sport». Questa è stata la risposta di un allenatore al padre di un bambino di 12 anni, che aveva chiesto spiegazioni sulle mancate convocazioni del figlio per le partite di campionato: «Come mai non gioca mai? Si allena sempre, si impegna e ha un bellissimo rapporto con tutto il gruppo». Poi quelle parole. Che avrebbero spezzato il cuore e il sogno di un bambino. Il padre ha denunciato l'episodio alla Figc regionale, chiedendo che mandi gli ispettori a Livorno, e con una lettera al "Tirreno" che pubblichiamo integralmente sul nostro sito (www.iltirreno.it). Il ragazzo, 12 anni, 50 chili di peso per 1 metro e 57 centimetri di altezza, gioca in una squadra cha partecipa al torneo Esordienti A 1999 fair play (girone A), categoria cruciale nel passaggio dalla scuola calcio al settore giovanile. In questa categoria, i bambini si confrontano per la prima volta con il calcio a 11, pur disputando un torneo basato ancora sul divertimento e sul fair play. Sono nove le società livornesi che partecipano al campionato Esordienti: Antignano Banditella, Armando Picchi, Collevica, Livorno 9, Livorno Nord Pontino, Orlando Telcosistemi, Pga Portuale Guasticce, Polisportiva Carli Salviano e Pro Livorno Sorgenti. Ecco il racconto del padre: «Siamo alla quinta giornata e mio figlio non ha giocato neanche un minuto. La rosa della squadra è composta da 18 elementi: vengono convocati tutti tranne lui, che torna sempre a casa piangendo». «Babbo, provo un altro mese e poi mollo», così dice il ragazzo dopo l'ennesima esclusione. «A quel punto sono stato costretto a chiedere all'istruttore il motivo di certe scelte». Scelte apparentemente inspiegabili. Perché, se si possono convocare fino a un massimo di 18 giocatori e portarli tutti garantisce un punteggio superiore perfino alla vittoria della partita, l'allenatore lascerebbe sempre a casa questo bambino? Il tecnico è stato fin troppo brutale nella risposta: «Mi ha detto che mio figlio è sovrappeso, che non è adatto al calcio. Ma un bambino di 12 anni alto e robusto può essere definito così? Questi non sono i valori che una delle più floride scuole calcio della città dovrebbe trasmettere». Nomi non ne fa, Alberto, per «rispetto dei bambini che giocano in questa squadra». Ma la vicenda non è per questo meno eclatante, come dimostrano le decine di commenti arrivati sul nostro sito, alcuni dei quali fulminanti: «Bisognerebbe esonerare l'allenatore per qualche chilo di cervello in meno».
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