Si ride e si pensa L'autogestione è con Marmugi
Simone Consigli
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Claudio Marmugi parla ai ragazzi del liceo, alquanto divertiti (a fianco) 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Ridere per ragionare, criticare la società, i suoi errori e le sue ingiustizie, per provare a cambiarla. Claudio Marmugi parla con gli studenti delle scuole, organizzati in autogestione contro la riforma in nome di legalità, libero pensiero e arte, e utilizza tutta la forza della sua ironia e delle sua battute per sensibilizzare i giovani al loro ruolo del domani e sull'importanza di una buona istruzione. Dopo gli studenti del Liceo Enriques e dell'Itis G. Galilei, Marmugi incontra i ragazzi dell'Isis Niccolini Palli e parla di scrittura, comunicazione e informazione. Il comico livornese parte dall'importanza della scrittura definendola "un modo per vivere e far capire". Marmugi critica anche l'uso dei social network: "che tutto questo sia un modo per tenerci divisi?" E poi si spiega: "invece la realtà è questa qui, l'autogestione è qui, se vogliamo comunicare qualcosa a un nostro compagno lo possiamo trovare qui, davanti a noi". Marmugi è molto popolare tra i ragazzi, a ogni battuta sono scoppi di risa e scrosci di applausi, dallo zaino che tiene ai suoi piedi tira fuori di tutto: locandine di giornali mal riuscite, cartelli condominiali dal contenuto irripetibile, manifesti informativi dell'aeroporto scritti male, e via così, tra battute e gag da cabaret, per sottolineare con il sarcasmo l'importanza dell'istruzione, dell'informazione corretta e della comunicazione diretta e condivisa. Il comico mette in guardia anche dalla televisione e dai telegiornali, definendoli "solo momenti di gossip in cui si da più peso a notizie inutili piuttosto che a quelle importanti". I giovani e il loro futuro stanno molto a cuore al comico livornese, che a gran voce reclama l'attenzione dei ragazzi: "da un po' di tempo l'informazione non ne parla più - grida a braccia alzate all'assemblea - ma là fuori l'Aids c'è ancora". E infine: "rave, sballo, droghe e divertimento sono la più grossa menzogna dei nostri tempi: l'ecstasy ha come effetto solo un forte senso di morte, è stata inventata come cura dimagrante e poi data ai soldati per andare in guerra".
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