Il Tirreno

Livorno

Cambiare subito per tenerci stretti i turisti

Maurizio Bettini   (assessore alla mobilità)
Maurizio Bettini (Sel)
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Maurizio Bettini (Sel)

«Forse non interesserà a chi vende cineserie, ma agli altri...»

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 La rivitalizzazione dell'asse commerciale di via Grande (la spina dorsale del Pentagono) è un obiettivo fondamentale per dare dinamismo, creare socialità e una nuova identità al centro storico in cui commercio, turismo, servizi e cultura trovano sinergie per un rilancio, perchè oggi chi spende non è più solo il livornese, ma il turista.  E per capire quanto possa incidere la spesa di turisti e crocieristi sul Pil livornese è sufficiente ricordare pochi dati: 1) nel 2009 i crocieristi totali sono stati 795mila, nel 2010 822mila di cui ben 240mila si sono fermati a Livorno; 2) nel 2010 le crociere hanno prodotto 4 milioni di euro di fatturato diretto e 4 milioni di fatturato indiretto; 3) oggi la spesa media ponderata pro capite di un crocierista è di 53 euro a cui si aggiunge la spesa di 26 euro di chi utilizza i traghetti per le isole.  Solo nei primi tre mesi del 2011 i crocieristi che hanno toccato lo scalo labronico sono stati 21.900, il 78,5% in più riuspetto al primo trimestre 2010. Quindi sono una risorsa che contiene significative potenzialità di crescita in quanto: 1) ad oggi solo il 30% scende a terra per rimanere in città (noi siamo intenzionati a migliorare l'offerta della città perchè sia attrattiva specie per le crociere di testa); 2) le stime per il 2011 danno una cifra di 900mila crocieristi con 255mila in visita in città; 3) le stime nazionali danno una crescita delle crociere in italia del 38% tra 2010 e 2020 e vogliamo ragionare in termini di prospettiva di lungo periodo evitando miopie controproducenti.  Il problema è che gran parte del commercio livornese è a bassissimo valore aggiunto. Al commerciante che vende carta, al fruttivendolo, al tabaccaio, a chi vende bottoni, a chi vende - a 5 euro al kg - calzini e mutande fatte in Tunisia oppure a chi vende ogni sorta di cineseria a 2 euro l'una, non interessa il denaro del crocierista.  Ma ai gestori dei bar di lusso, delle profumerie, delle gioiellieri, delle enoteche del centro e, in genere, a tutti coloro che vendono moda e cibo italiani sono interessati o no ai dollari e agli euro dei turisti? Chi fa commercio di qualità è interessato o no alla riqualificazione del centro, alla sua pedonalizzazione, alla trasformazione a verde, alla minore rumorosità da traffico, o no? Nelle scelte che l'amministrazione deve compiere verso quale obiettivo bisogna puntare, a un commercio di bassa qualità e destinato a morire o a un commercio di qualità che deve essere messo in condizione di lavorare in un ambiente accogliente, pulito, illuminato e vivibile? Gli italiani hanno sempre meno soldi perchè redditi, salari e stipendi sono fermi al 1999 (come dice l'Istat) e ci sono sempre meno italiani che lavorano.  I commercianti di Livorno hanno detto di non essere interessati al denaro dei crocieristi; bene! Ma con la pensione della nonna livornese che fa la spesa in piazza andranno davvero poco lontano. Basta avere le idee chiare e sapere ciò che si vuole.  In verità, altri commercianti in altre zone dela città, ci chiedono ad alta voce di pedonalizzare strade e piazze e di fare di esse luoghi di aggregazione.

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