Il Tirreno

Livorno

Maxi-processo Porto 2000 Tempi lunghi, metà imputati ora vedono la prescrizione

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INDAGINE Al centro presunte operazioni illecite all’interno della società

Il collegio dei giudici rischia di cambiare per la seconda volta E l'istruttoria potrebbe ricominciare dall'inizio a febbraio 2012

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 LIVORNO. Rischio prescrizione per più della metà degli imputati nel maxi-processo sulle presunte irregolarità nella gestione della società Porto 2000 comprese tra il 2004 e il 2007. Ieri nell'aula A del tribunale di Livorno era in programma l'ennessima udienza nella quale avrebbe dovuto concludersi la testimonianza fiume dell'allora presidente Bruno Lenzi. L'ex numero uno però ha solo avuto il tempo di entrare in aula prima che il processo venisse rinviato.  Al centro dell'empasse la formazione del collegio, già cambiato una volta dall'inizio del processo, nel febbraio dello scorso anno. E che ora rischia di mutare una seconda volta a causa del trasferimento di un giudice e dell' astensione del possibile sostituto. La conseguenza è che l'istruttoria potrebbe ricominciare dell'inizio con i tempi che si allungherebbero e di gran lunga.  Fino a quando? Difficile dirlo, ma intanto alcuni avvocati stanno cominciando a fare i conti per verificare la possibilità che per alcuni imputati intervenga la prescrizione. La prossima udienza è stata fissata il 26 gennaio, giorno in cui si dovrebbe sciogliere il nodo della formazione del collegio.  Tra quelli che incrociano le dita ci sono per lo più posizioni minori, che riguardano in particolare imprenditori accusati di aver gonfiato le fatture nei confronti della Porto 2000. Tra questi i titolari di ditte di giardinaggio come Gino Bonomo e Michela Marmeggi, forniture di cornici come Ivano Busoni, società immoboliari come per Pierluigi Neri o aziende edili come la Edil Grilli che fa capo a Roberto Cioni e Enrico Grilli.  Il conto che fanno anche i legali è abbastanza semplice anche se - sottolineano - è diverso da posizione a posizione. Per il reato fiscale che viene contestato dal pubblico ministero Massimo Mannucci servono sette anni e mezzo per arrivare alla prescrizione. E i reati in questione, per un totale di centinaia di migliaia di euro, sarebbero stati commessi tra il 2004 e il 2007. Ecco perché già a fine 2012 inizio 2013 alcuni degli imputati potrebbero tagliare il traguardo senza doversi più presentare davanti al giudice.  C'è un altro dato che considerano i legali degli imprenditori imputati e cioè il numero delle udienze che sono andate in scena dall'inzio del processo ad oggi: tredici. Tante, dunque, ne servirebbero se il processo venisse azzerato per arrivare al punto in cui siamo adesso.  Ora la palla passa al presidente della Corte d'Appello che dovrà decidere quale giudice applicare al collegio. Carlo Cardi, che avrebbe potuto sostituire Sandra Lombardi trasferita al tribunale di Sorveglianza, ha già detto che si asterrà perché «ha già giudicato in sede civile lo stesso caso». «Siamo in un periodo di transizione - spiegano in tribunale - una sorta di rivoluzione per quello che riguarda i giudici dibattimentali. Negli utlimi mesi sono stati trasferiti in molti, dunque molte posizioni sono incompatibili». E i tempi si allungano.

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di Redazione web