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Livorno

Giunta senza pace, "scontro" tra Bernardo e Picchi

Giunta senza pace, "scontro" tra Bernardo e Picchi

Bettini (Sel) ha annunciato che diserterà il consiglio di stasera. Picchi è infatti uscito dalla sala giunta durante la riunione di ieri mattina per non partecipare al voto sul provvedimento illustrato dalla collega Bernardo

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LIVORNO. Non c’è proprio pace in giunta. Riunitasi ieri mattina a Palazzo Civico (con tanto di annullamento della commissione sul piano strutturale) per licenziare il documento sulla costituzione dell’azienda unica dei rifiuti nella Toscana costiera e per deliberare alcuni provvedimenti riguardanti il centro cittadino, ha prima dovuto fare i conti con la rumorosa assenza di Maurizio Betini, assessore alla mobilità, per poi dover registrare lo “scontro” tra Paola Bernardo e Bruno Picchi.

Uno scontro verbale, dai toni peraltro civilissimi come si conviene a questi due assessori dai toni sempre pacati anche se decisi, ma che ha avuto un epilogo piuttosto clamoroso: Picchi è infatti uscito dalla sala giunta per non partecipare al voto sul provvedimento illustrato dalla collega. Una vicenda destinata a far particolare rumore vista la fase di crisi come quella che sta attraversando l’amministrazione cittadina. Ma anche, e soprattutto, per l’oggetto al centro del contendere: Bernardo ha infatti presentato all’esame della giunta il rapporto definitivo riguardante la riqualificazione del mercato di via Buontalenti, sulla base anche dei contatti avuti con i commercianti. Un argomento di scottante attualità, in considerazione del dibattito politico - e non solo - che si è acceso sulla riqualificazione di via Grande e dintorni.

La Bernardo pare che abbia rilanciato l’idea del restyling dei banchi del mercato mentre Picchi - che da sempre è favorevole allo spostamento dei banchi nel mercato centrale, in modo da realizzare un parcheggio sotterraneo e un’area pedonale - avrebbe lamentato la mancanza di discussione in giunta sulla questione e perciò si sarebbe allontanato per non formalizzare, con un voto negativo, il suo dissenso.

Maurizio Bettini ha invece dato forfait per uno stato febbrile ma anche per rimanere, in questo modo, a disposizione del partito (Sel insiste nel chiedere chiarezza agli alleati di governo): insomma, un malessere fisico ma anche politico.

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