Il Tirreno

Livorno

«Alto Fondale, l'Authority spieghi meglio»

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 LIVORNO. «La discussione sullo sviluppo del nostro porto sta assumendo caratteri che rendono difficile orizzontarvisi. La banchina dell'Alto fondale quale futuro deve conoscere? È ovvio che chi ha interesse allo sviluppo delle crociere la chiede per sé e chi pensa alla continuità di attività commerciali altrettanto; il punto è che la città non può essere ridotta al ruolo di spettatrice e/o di tifosa dell'una o dell'altra scelta». E' il richiamo che arriva da Sinistra e Libertà, nel giorno in cui approda in consiglio comunale il documento sul piano regolatore del porto. «Il documento di indirizzo sul Prg del porto presentato al Consiglio Comunale non esce da questa logica. Le Istituzioni hanno il dovere di presentare una valutazione documentata del ruolo cui può, e quindi deve, assolvere il nostro Porto nello scenario europeo e mondiale; e su questa base si decidono le scelte conseguenti, le vocazioni che gli assegniamo». Secondo Sel, «il Piano Regolatore Generale del Porto non può intendersi come un programma di opere pubbliche, ma una pianificazione più complessa che si interseca con molti degli aspetti del governo del territorio, in particolare nel rapporto con le aree retrostanti il porto e quelle sul fronte mare della città. Occorre che l'Autorità Portuale produca studi nei quali siano chiari i livelli di valore aggiunto prodotto dalla varie attività portuali con particolare attenzione ai livelli di ricchezza e lavoro generato nel nostro territorio e nel sistema produttivo della Regione».

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