Gioco
Soddisfatto lassessore Pacini
Per Wine and Food un grande successo
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LIVORNO. Iniziata il 23 settembre, la rassegna Wine and food, dal territorio alla tavola», è giunta alla sua conclusione. Presso la sala consiliare della Provincia, sono state tirate le somme di questa seconda esperienza agroalimentare livornese. Un'esperienza che, a giudicare dai numeri dei partecipanti e dall'entusiasmo con cui è stata accolta, è stata di grande successo. 27 ristoranti, 40 produttori vinicoli, 15 aziende agroalimentari, 40 produttori di olio, con questi numeri Paolo Pacini, assessore provinciale all'agricoltura e al turismo, ha sottolineato la grande partecipazione d'imprenditori che, da Rosignano a Vada, da Casteluovo a Bibbona, passando per Bolgheri, San Vincenzo, Suvereto, Volterra, fino a Piombino e Capalbio, oltre naturalmente a Livorno, hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione. «Abbiamo raggiunto lo scopo che ci eravamo prefissi - ha proseguito Pacini - far conoscere i prodotti del nostro territorio non solo ai nostri concittadini, ma anche ai turisti in transito dalla nostra provincia, dove molti produttori lavorano per l'affermazione della dieta mediterranea rappresentata dalla pasta, dall'olio extravergine, dai pomodori, dal frumento.» «Un ringraziamento anche ai ristoratori - ha detto l'assessore - che sulle loro tavole hanno permesso l'incontro fra produttori e consumatori, ponendosi quali motori per la commercializzazione dei nostri prodotti, uno su tutti il Vermentino di Bolgheri che, grazie alla collaborazione di 12 ristoratori, ha avuto una positiva ricaduta economica sul territorio». Con la consegna delle vetrofanie (adesivi da sistemare sulle vetrine delle attività commerciali) ai ristoranti che hanno partecipato all'iniziativa, si è conclusa per il secondo anno la rassegna dei prodotti a chilometro zero, esperienza, che sarà ricordata in un libro di prossima pubblicazione, dove saranno riportate le oltre 160 ricette che hanno contraddistinto l'edizione 2011 di Wine and Food. Roberto Olivato Fials entra nel dibattito sulla sanità locale che stanno sollevando in questi giorni anche i sindacati confederali e si scaglia, oltre che contro la direzione aziendale anche contro la Conferenza dei sindaci. «La direzione aziendale dell'Asl 6 - dice Massimo Ferrucci, segretario provinciale Fials - ha deciso di chiudere unità operative, di dotarsi di nuovi assetti organizzativi attraverso l'esercizio di una impressionante concentrazione di potere. La Conferenza dei sindaci ha permesso che l'Asl 6 non si dotasse dello strumento di programmazione fondamentale Pal (Piano attuativo locale) e l'ultimo risale al 2001. La Conferenza dei sindaci ha avallato e condiviso le scelte della direzione della Asl 6 e i sindacati confederali hanno sottoscritto un accordo nel giugno 2010 con il quale accettavano una ristrutturazione aziendale che avrebbe portato a riduzione delle unità operative in nome di una presunta "ottimizzazione delle risorse"». Tutto ciò, secondo Fials, «ha comportato per Livorno la dispersione di pneumologia, la chiusura della chirurgia pediatrica, la riduzione a 5 posti letto a urologia, l'eliminazione dei posti letto a radioterapia, la soppressione di chirurgia generale e il ridisegnare le funzioni dei laboratori di analisi». Fials si scaglia anche contro Cgil, Cisl e Uil, accusandole di «aver condiviso i piani assunzioni che hanno comportato una perdita di posti nell'anno 2010 di circa 150 unità e per il 2011 si registrano un numero rilevante di cessazioni senza previsione di copertura». Il sindacato autonomo mette in guardia contro l'ipotesi paventata dalla Uil di abolire le compensazioni fra Asl e aziende ospedalieire e attivare un fondo incentivante per i medici disponibili a lavorare nella loro Area Vasta. «Rispetto ad una impostazione aziendale - dice Ferrucci - diretta a spostare le attività verso la azienda ospedaliera pisana con conseguenti riduzione del personale la ricetta da applicare non è quella di improvvisate ipotesi penalizzanti per le categorie mediche che legittimamente esercitano la loro professione e nemmeno quella di una improbabile possibilità di non corrispondere il dovuto alle aziende che erogano le prestazioni». Secondo Ferrucci «la città di Livorno e la sanità livornese nel suo insieme necessitano di una risposta unitaria per un modello di efficiente sanità pubblica». Ecco perché il Fials ha già richiesto un incontro a Cosimi, presidente della Conferenza dei sindaci. Un incontro a cui il sindacato vorrebbe che partecipasse anche un'ampia delegazione del personale della sanità. (a.c.)
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