Italia
Limoncino, la ditta Bellabarba rinuncia al Riesame
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L'azienda, in una nota, rende noto che su indicazione dei propri legali, rinuncia al riesame
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LIVORNO. Non si presenteranno all'udienza del Riesame, in programma domani, i legali della ditta Bellabarba, proprietaria della discarica di Limoncino sotto sequestro dal 20 ottobre scorso su decisione del tribunale. La ex cava trasformata in discarica per rifiuti speciali a basso contenuto organico si trova da mesi al centro di un acceso dibattito politico in città ed è motivo di scontro nella maggioranza di centrosinistra in Comune e Provincia.
L'azienda, in una nota, rende noto che su indicazione dei propri legali, rinuncia al riesame. «La quantità di atti ed elaborati tecnici depositati al pm è tale che, al fine di dimostrare la propria estraneità alle accuse che le vengono mosse, la società necessita di un tempo sufficiente per costituire un team di professionisti in grado di confutare la documentazione prodotta dal Cnr in molti mesi di lavoro, cosa che non si ritiene possibile realizzare in pochissimi giorni».
La ditta spiega quindi di prendersi «più tempo essendo certa in questo modo di poter dimostrare la linearità e la trasparenza della procedura seguita». Il gip aveva disposto il sequestro su richiesta del pm Filippo Maffeo che conduce un'inchiesta per abuso d'ufficio che cerca di far luce sulla regolarità dell'iter autorizzativo per la realizzazione della discarica. La decisione del giudice si era concentrata sull'area dell'impianto che sarebbe inserita in una zona ad elevato rischio geomorfologico.
L'azienda, in una nota, rende noto che su indicazione dei propri legali, rinuncia al riesame. «La quantità di atti ed elaborati tecnici depositati al pm è tale che, al fine di dimostrare la propria estraneità alle accuse che le vengono mosse, la società necessita di un tempo sufficiente per costituire un team di professionisti in grado di confutare la documentazione prodotta dal Cnr in molti mesi di lavoro, cosa che non si ritiene possibile realizzare in pochissimi giorni».
La ditta spiega quindi di prendersi «più tempo essendo certa in questo modo di poter dimostrare la linearità e la trasparenza della procedura seguita». Il gip aveva disposto il sequestro su richiesta del pm Filippo Maffeo che conduce un'inchiesta per abuso d'ufficio che cerca di far luce sulla regolarità dell'iter autorizzativo per la realizzazione della discarica. La decisione del giudice si era concentrata sull'area dell'impianto che sarebbe inserita in una zona ad elevato rischio geomorfologico.
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