Italia
Dagli uffici via anche le tastiere del computer. Lallarme dei sindacati: la logistica è da rivedere
Il ladro si scatena in ospedale
◗
OSPEDALE. Tra corsia e spogliatoi si registra un furto al giorno Un furto al giorno in corsia, spariscono per lo più cellulari e portafogli
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Un infermiere è appoggiato alla colonna davanti all'ufficio di polizia del pronto soccorso. Sta aspettando di sporgere denuncia, in mano ha una borsa nera. Dentro ci teneva un assegno: sparito. «Per fortuna - si sfoga - non era trasferibile, ma devo fare lo stesso denuncia». Solo sabato altri due suoi colleghi sono stati vittima di un furto in ospedale. In media se ne registra uno al giorno. «Sono cose spesso di scarso valore - spiega chi ogni giorno raccoglie denunce o solo lamentale dal personale - e il più delle volte nemmeno viene aperta un'indagine». Ma pensate a chi subisce, com'è accaduto a una dipendente del "Quinto" nell'ultimo fine settimana, il furto di un portafogli. Come lei, ogni settimane ce ne sono almeno tre o quattro. «Dentro - racconta la vittima - c'erano, per fortuna, soltanto cinque euro». Ma anche tutti i documenti e le carte che ora andranno rifatti, «perdendo più soldi di quanti ne avevo dentro e con un sacco di tempo tra un ufficio e l'altro. A cominciare dallo sporgere denuncia». Tutti questi piccoli colpi, messi uno accanto all'altro in fondo all'anno fanno però una montagna di refurtiva. Migliaia di euro composti, per lo più, da telefoni cellulari, sciarpe, portafogli e gioielli. Perché «in media - confermano gli operatori - in ospedale c'è un furto al giorno». Tra gli obiettivi sensibili spesso viene fuori anche ciò che non ti aspetti. Sempre sabato, infatti, scorrendo le denunce raccolte dalla polizia è saltato fuori che dagli uffici del Quarto padiglione è sparita una tastiera del computer. «Vorrei sapere che cosa ci faranno - si domanda un dipendente - l'unica risposta che mi viene in mente è che quella che il ladro ha a casa sia rotta». Per non aspettare i tempi tecnici dell'amministrazione e bloccare per qualche ora il lavoro dell'ufficio derubato, un altro settore ha prestato la tastiera mancante. E così il problema, almeno quello pratico, è stato risolto. Ma il nodo sicurezza all'interno dell'ospedale di Livorno, quasi 1500 dipendenti e migliaia di pazienti e altrettanti parenti che ogni giorno transitano nei corridoi entrando ed uscendo, resta. Nonostante le telecamere installate dalla direzione, che contrallano buona parte degli spazi, eccezion fatta per gli spogliatoi. «Questione di privacy», dicono dall'Asl. Ma è proprio qui - confermano molti dipendenti - che avvengono la maggior parte dei colpi. E di episodi spiacevoli. Come quando lo scorso anno venne disegnata una stella a cinque punte con delle offese pesanti nei confronti del direttrice Monica Calamai. Come risolvere il problema non è facile anche perché - fanno capire dai vertici Asl, non è possibile mettere vigilates in divisa dentro o davanti agli spogliatoi sulle ventiquattro ore. Un'altra considerazione sullo stato della sicurezza arriva da Daniela Boem della segreteria del Fials e rappresentante del sindacato per quello che riguarda proprio lavoratori e sicurezza. «Voglio fare solo un esempio per rendere l'idea - dice - e riguarda la recente inaugurazione del nuovo ottavo padiglione: la direzione lo ha ristrutturato, ha organizzato il taglio del nastro con i palloncini ma si è scordata di prevedere gli spogliatoi per il personale che in questo modo si devono spogliare e rivestire in un'altra zona perdendo tempo» e lasciando tutto il tempo necessario a chi ogni giorno commette un furto in ospedale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
