Il Tirreno

Livorno

Che errore via Avvalorati a due sensi bus, auto e sosta convivono in via Grande

 Giovanni De Peppo    Confronto per Livorno

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 Alessandro Guarducci coglie nel segno le criticità della proposta dell'assessore Maurizio Bettini su via Grande e sulle modifiche di assetto della mobilità nell'ambito del centro, vero è che non può che essere apprezzato lo sforzo della maggioranza, seppur tardivo, di affrontare i temi del traffico e della riqualificazione di via Grande.  Certo, come puntualmente sottolinea lo stesso Guarducci sul Tirreno, ci si pone inevitabilmente la perplessità di come sia possibile affrontare i temi della mobilità urbana estrapolando, da un disegno e un'idea complessiva della città, la soluzione per un singolo comparto e nella fattispecie quello della via Grande.  Ribadiamo che appare apprezzabile l'impianto politico sulla riqualificazione del comparto, in una logica di valorizzazione del trasporto pubblico locale all'interno di un piano aziendale di garanzia. Ci sembra altresì vi sia grande indeterminatezza nei tempi e modi di programmazione del ruolo dei parcheggi e in particolare per quel che concerne la funzionalità e la prospettiva per il parcheggio dell'Odeon e di piazza Benamozegh che dovrebbe entrare in forte sinergia con la riqualificazione complessive di via Grande.  Sulla stessa via Grande non si può non sottolineare come questa strada, possa interpretare emblematicamente, per la sua stessa struttura, la vocazione di "asse di attraversamento terra mare" sia per la mobilità privata che per il Tpl, adeguatamente protetto, senza trascurare l'esigenza di una sosta regolamentata "ad alta rotazione", garantendo la fruibilità dei tanti esercizi commerciali e questo senza trascurare una "pedonalità", nel caso di via Grande ampiamente garantita dai portici.  Ci sembra oltretutto davvero incompatibile ed improponibile, con la struttura di via Avvalorati un ipotesi come essenziale "asse di attraversamento".  Su questioni di tale rilevanza è davvero opportuno enfatizzare, da parte della amministrazione comunale, la capacità di ascolto e di confronto evitando di considerare proposte e scelte "la linea del Piave". Dobbiamo essere consapevoli che, in particolare sui temi della mobilità urbana si debba usare, al fine di non esacerbare e radicalizzare le posizioni, il metodo della concertazione.

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di Redazione web