Gioco
Denuncia di un cittadino: assurdi questi tempi di attesa
«Nove mesi per una risonanza perché non fanno gli straordinari»
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LIVORNO. Nove mesi per una risonanza magnetica lombare sono davvero troppi. Tanto che i cittadini, se ne hanno la possibilità, preferiscono pagare cifre salate pur di ottenere l'esame in tempi brevi. È quello che è successo anche a Claudio Cecconi, che sottolinea l'assurdità della vicenda che lo vede protagonista. Cecconi ha accusato dolori alla spina dorsale e quindi gli è stata prescrita una risonanza magnetica, per individuare eventuali problemi alla colonna vertebrale. In poche parole il medico gli ha detto che dovrebbe egffettuare l'esame diagnostico del rachide lombare. «Il sospetto - spiega l'uomo - è che abbia un'ernia del disco». Che i tempi di attesa nella sanità pubblica siano piuttosto lunghi Cecconi lo sa bene, ma ha comunque tentato di ottenere un appuntamento. «Sono andato - racconta - a una delle farmacie comunali abilitate alla prenotazione degli esami. E lì mi hanno detto che la prima disponibilità per una risonanza è a giugno 2012». Cecconi spalanca gli occhi. «Nove mesi di attesa sono davvero troppi». L'uomo, sorpreso, ha chiesto spiegazioni di queste lunghe liste di attesa. «La motivazione addotta è che a chi effettua gli esami non vengono pagati gli straordinari. No so se sia vero, ma questo è quel che viene detto a un privato cittadino». L'uomo non si arrende, anche perché di quella risonanza ha bisogno per capire quale sia il problema alla sua colonna vertebrale. «Ho deciso di telefonare a un istituto privato convenzionato - dice - e sono venuto a sapere che, pagando il ticket, l'appuntamento pr la risonanza mi sarebbe sato dato a fine novembre». Cecconi è già più soddisfatto, perché almeno, seppur pagando la cifra del ticket, la data dell'esame si avvicina. «Mi hanno indicato la fine di novembre», spiega. Poi, tanto per avere chiare tutte le possibilità, chiede all'istituto convenzionato quali sono i tempi di attesa per una risonanza in regime di attività privata, completamente a spese del cittadino. «Pagando 210 euro - conclude Cecconi - mi è stato risposto "venga pure stasera". Credo che ogni commento sia superfluo».
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