Gioco
Nuzzi: «La sicurezza si costruisce solo lavorando insieme»
Roberto Cestari
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A sinistra, ormeggi abusivi e scale sulle spallette; sopra, i carabinieri ai circoli nautici; a destra, una barca affondata 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. La sicurezza, intesa non come un mero concetto, ma come un insieme di azioni coordinate tra i corpi ed enti dello Stato, secondo il principio di sussiarietà, per rispondere alle situazioni nate a causa del periodo di crisi e di trasformazioni sociali. Questo secondo il principio che la legalità è un bene comune a tutta la cittadinanza. Ecco, in estrema sintesi, il senso della conferenza organizzata martedì scorso dal Serra Club al palazzo della Provincia e tenuta dal colonnello Saverio Nuzzi, comandante provinciale dei carabinieri di Livorno. Il colonnello Nuzzi ha dapprima ricordato i suoi studi all'itituto dei Salesiani, poi è passato, mostrando anche una serie di diapositive, ad affrontare l'argomento partendo dai carabinieri e Livorno, un rapporto che è consolidato ormai da quasi due secoli. Come passo successivo si è affrontata la sacralità del giuramento, per dedicarsi poi alle questioni concrete, e in particolare alle criticità che caratterizzano la nostra società, dove perdita dei valori, crisi economica, precarietà del lavoro, dissolvimento delle famiglie come cellule sociali e mancanza di risposte politiche adeguate a molti problemi, tra cui quello della sicurezza, potrebbero portare molti a gettare la spugna. Invece, richiamandosi a Benedetto XVi come ha fatto il colonnello Nuzzi, queste sono sfide con cui ci si deve confrontare «in un sempre più intenso rinnovamento etico per il bene dell'Italia». A questo punto il comandante dei carabinieri è entrato nello specifico, richiamandosi a quento stabilisce la Costituzione in materia, ma soprattutto alle nuove forme di collaborazione che devono intervenire tra sindaci e prefetti su questioni concrete come il contrasto ai fenomeni di insicurezza tra la popolazione, il recupero di aree degradate e il miglioramento delle condizioni di vita. Una volta spiegato come si articola la presenza dei carabinieri sul territorio, il colonnello Nuzzi ha affrontato il ruolo dei sindaci in materia di sicurezza, con le nuove attribuzioni dei primi cittadini. Questo sia dopo l'elezione diretta che dopo i trasferimenti di poteri agli enti locali, e soprattutto alla luce dell'articolo 54 comma 4 della legge 125-2008 che fissa nuovi campi di intervento dei sindaci quali ufficiali di governo in materia di sicurezza. In particolare su questioni come problemi legati all'incuria, degrado, situazioni che favoriscano fenomeni criminosi, prostituzione, accattonaggio molesto, abusivismo commerciale e situazioni che danneggiano il patrimonio pubblico e privato e che causano uno scadimento della qualità urbana. Da queste competenze dei primi cittadini - come ha sottolineato Nuzzi - è derivata una messe di ordinanze dei sindaci, specie nel Nord Italia, sulle più disparate questioni, ma è anche arrivato lo stop della Corte Costituzionale che ha ritenuto illegittima la regolazione da parte dei sindaci di questioni di attinenza nazionale. Quindi il colonnello Nuzzi ha parlato della necessità di una collaborazione intensa ed effettiva tra le forze dell'ordine, in particolare con le polizie locali (i vigili urbani ndr), anche attraverso una sua codificazione, un aumento e un collegamento tra le diverse reti di videosorveglianza e di mettere a sistema anche le forme di collaborazione informale con i cittadini, magari riuniti in comitati ed associazioni. «Quindi - ha concluso Nuzzi - è necessario l'impegno di tutti, delle istituzioni e delle varie competenze, utilizzando i diversi strumenti giuridici a disposizione».
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