Gioco
I portuali dovranno lavorare di più: ora fanno 30 auto a turno contro le 50 di Sintermar
Il Faldo lancia la sfida a Elia
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Tambussi Controfferta per mantenere le 55mila auto Toyota
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LIVORNO. Ok, accettiamo la sfida. Anche sul prezzo. Cesare Tambussi, amministratore delegato di Autotrade and Logistic - la società che gestisce l'autoparco del Faldo - annuncia che non starà fermo a prender la sberla. Che la sberla, quella che ha avuto dalla Elia, vedrà di restituirla. Nei prossimi giorni avrà un incontro con Toyota a cui presenterà una controfferta, anche economica, per vedere di mantenere al Faldo l'importante traffico della casa giapponese: poco più di 30mila veicoli nel 2011, 55mila stimati nel 2012. E, nella cordata di Autotrade, «ciascuno dovrà fare la sua parte». A partire dalla Compagnia Portuale, che dovrà garantire minori costi nel ciclo nave e terminal. Tambussi non viene meno all'impegno che ha preso con Toyota prima di convocare i giornalisti: «Non farò nomi». I nomi li mettiamo noi e sono quelli di Toyota, che ha disdetto il contratto con Autotrade in scadenza a marzo, e di Fratelli Elia, il "re delle bisarche", che ha vinto la gara indetta da Toyota e alla quale erano state invitate 3-4 società. L'ha vinta con un ribasso, così pare, di 16 euro. «Ora - ragiona Tambussi - 16 euro su un costo complessivo dalla stiva alla concessionaria che varia tra i 200 e i 260 euro non è un grande risparmio. Peraltro, i vantaggi che presenta la nostra struttura sono considerevoli: l'attenzione all'ambiente, alla qualità, alla formazione del personale, il fatto di non subire i danni dovuti alla salsesine e alla presenza di industrie inquinanti. Per questo mi ha enormemente sorpreso sapere che questa casa automobilistica potrebbe cambiare operatore logistico. Non riesco quasi a crederci». Una reazione di incredulità, dunque. Ma a scavare sotto la superficie, ecco che salta fuori il problema: in un mercato automobilistico sempre più selettivo, la variabile fondamentale è diventata quella del prezzo a standard qualitativi accettabili. E sul prezzo la cordata di Autotrade and Logistic è soccombente. «Per quanto riguarda la tratta terrestre, siamo convinti di avere fatto un'offerta molto competitiva. Per lo sbarco dalla nave e il trasferimento all'autoparco cercheremo di fare economie». Compito affidato a Sealiv, la società della quale fanno parte la stessa Autotrade, la Compagnia, Mercurio e Gragnani. Proprio ieri mattina, Sealiv ha riunito il consiglio d'amministrazione per discutere della controfferta da fare a Toyota. «Siamo tutti convinti - spiega Enzo Raugei - che bisogna recuperare costi sullo sbarco e sui trasferimenti. Lo sappiamo noi e lo sanno i nostri soci». E margini per recuperare ce ne sono: mentre un lavoratore della Compagnia fa 30-32 auto a turno, uno della Sintermar - il terminalista a cui si appoggia Elia - 50 auto. La sfida può cominciare. C.M.
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