Il Tirreno

Livorno

Ici, controllo su duemila coniugi per le residenze disgiunte

Alessandro Guarducci
Ici, controllo su duemila coniugi per le residenze disgiunte

Si tratta di mariti e mogli che pur non essendo separati legalmente vivono in due residenze diverse. Il dubbio del Comune è che alcune di queste siano fittizie e che non tutti siano in regola con l'Ici per la seconda casa

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LIVORNO. Ci sono oltre duemila coniugi a Livorno che, secondo le verifiche degli uffici comunali, risultano avere la residenza disgiunta. Per essere più chiari si tratta di mariti e mogli che, seppur non separati legalmente, vivono in due abitazioni distinte. O meglio: questo è ciò che emerge dai dati anagrafici. Ma l’amministrazione, di fronte a un fenomeno di queste proporzione, si è insospettitita. Vuoi vedere, si sono detti a Palazzo Civico, che la maggior parte di queste residenze disgiunte sono fittizie? Possibile. E allora, ecco la decisione di far scattare i controlli. Ma a quale scopo? Presto detto: scovare chi non paga l’Ici sulle seconde case.

La residenza disgiunta è infatti una pratica molto spesso utilizzata per far risultare prime case - e in quanto tali non assoggettabili al pagamento dell’Ici - due appartamenti di proprietà della stessa famiglia: in una risulta risiedere il marito, magari con un familiare, nell’altra la moglie ed eventualmente i figli. Il risultato è che entrambi gli immobili vengono denunciati come prima casa e così il Comune non riscuote l’imposta. Di qui la decisione, appunto, di procedere a una serie di accertamenti per scoprire le seconde case e recuperare i mancati pagamenti oltre ad allargare la base imponibile tributaria.

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