Il Tirreno

Livorno

Gruppo di fedeli contesta il parroco «Non ci ascolta»

Juna Goti
In alto la chiesa di Guasticce Di lato Francesco Bernardini e i volantini che domani saranno distribuiti anche a Stagno
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In alto la chiesa di Guasticce Di lato Francesco Bernardini e i volantini che domani saranno distribuiti anche a Stagno

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 LIVORNO. «I mercenari sono i pastori della Chiesa, i sacerdoti, che si rifiutano di parlare con i fedeli, che non si preoccupano del loro gregge. Abbiamo sperimentato questo genere di mercenari...». Queste righe sono state stampate su una lunga pila di volantini distribuiti martedì non in una viuzza qualunque, ma a due passi dalla chiesa.  Non da un gruppo qualunque, ma da un circolo di fedelissimi di area tradizionalista, che da un anno è in lotta con il parroco argentino e ora le canta a tutta la diocesi.  Siamo a Guasticce, poco più di 1200 anime strette tra l'interporto e il campanile di Collesalvetti. È qui che il circolo Ragionar Cattolico, presieduto da un paesano in pensione, Francesco Bernardini (64 anni), si è inventato le "giornate contro i mercenari" (o meglio contro parte del clero) che dopo il rumoroso debutto di martedì a pochi metri dalla chiesa di don Giorgio Splendido, domani faranno tappa a Stagno, davanti alla Conad di via Karl Marx. E se ci si mette anche il "grande rosso" a complicare una diatriba già infuocata in casa cattolica...  Andiamo per ordine. Tutto inizia nel settembre del 2010, quando Bernardini (ex lavoratore dell'Eni che segue le messe in latino e si diverte a coltivare pomodori e melanzane nel suo orto, anche quello a due passi dalla chiesa) scrive al consiglio pastorale e a don Giorgio Splendido (a detta dei fedeli, uomo di poche parole, «che non fa troppe feste») per dare vita a un circolo parrocchiale «che si faccia promotore di una serie di incontri a carattere spirituale».  Ma né dal parroco né dal consiglio arrivano risposte. Così, a novembre, Bernardini e cinque paesani decidono di dar vita comunque al circolo Ragionar Cattolico. Mettono su una rivista (La voce cattolica) che una volta al mese fa tremare la diocesi. Tanto che i parroci invitati a convegni e dibattiti, uno alla volta iniziano a disertare le iniziative.  Bernardini, a maggio, scrive al vescovo, monsignor Simone Giusti: «Le nostre locandine sono appese dappertutto in paese, tranne che in parrocchia, quasi fossimo degli appestati da tenere a distanza...».  Il risultato? La situazione - tra riviste, tentativi di mediare in diocesi e interventi poco apprezzati dai vertici della curia livornese su siti Internet marchigiani - precipita. Tanto che nell'ultimo numero della voce cattolica spunta un editoriale sul «dossieraggio del clero livornese contro il nostro circolo». E via con le giornate contro i «preti-mercenari».  E il paese che dice? Rumoreggia. C'è chi dà addosso «a quei quattro o cinque che non hanno altro da fare» e chi racconta che «effettivamente non ci sono più i preti di una volta, qui è morto anche l'oratorio e guai a fare proposte, il parroco non ci ascolta».  Don Giorgio parcheggia la sua Fiat grigia davanti alla chiesa e dice subito che non rilascia dichiarazioni.: «Quella cosa non fa parte della parrocchia, chiedete al vescovo». Solo lotte fra correnti interne alla chiesa? A febbraio erano stati i fedeli di Collesalvetti a lamentarsi di don Januz Musial, «perché si rifiuta di fare le processioni funebri». «Me lo vengano pure a dire in faccia - aveva risposto lui fuori dai denti - sarò anche il prete, ma ho altro da fare».

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