Attenzione
Alla Bellana ormeggio per 700 barche
Cristiano Meoni
Solo per quelle sfrattate dal Mediceo: arriva la svolta dal vertice all'Authority
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LIVORNO. Il porto turistico di Azimut Benetti, da realizzare al più presto. Ma anche un ormeggio alla Bellana per le barchette che dovranno spostarsi dal Mediceo. La riattivazione del bacino in muratura del Cantiere. Senza sacrificare quello che esiste già, e cioè il cantiere Azimut Benetti. Ieri pomeriggio, all'Autorità Portuale, si è parlato di tutto questo. All'incontro, richiesto da Azimut Benetti, ha partecipato il presidente del gruppo Paolo Vitelli, l'amministratore delegato Vincenzo Poerio, l'assessore comunale Bruno Picchi, i tecnici del Comune e dell'Autorità Portuale. «Un incontro molto positivo, che è servito a constatare la collaborazione di Azimut Benetti per un giusto assetto della Porta a Mare» commenta il presidente della Port Authority Giuliano Gallanti. La novità forse più rilevante riguarda il tanto atteso (dai diportisti) ormeggio della Bellana. Si farà ma sarà di «soli» 700 posti barca, quelli che si perderanno al Mediceo per fare spazio agli yacht del porto turistico. La sovrintendenza aveva posto alcuni problemi, relativi alla perdita della spiaggetta della Bellana, ma dopo gli ultimi sopralluoghi si sarebbe convinta a «verificare - come spiega l'assessore Picchi - un'ipotesi di massima del nuovo ormeggio». Autorità Portuale, Comune e Azimut Benetti si sono dati tre mesi di tempo per approvare la previsione urbanistica, dopodichè potranno cominciare i lavori di realizzazione del porto turistico. Una gara, quella per il banchinamento dell'area ex Lips, è già stata bandita, un'altra - quella del Molo Elba - è in dirittura d'arrivo. «Inizialmente le barche potranno essere spostate nelle aree del Mediceo non interessate dai lavori, ma a regime dovremo avere un nuovo ormeggio» dicono sia Picchi che Gallanti. Inevitabile che nella riunione si parlasse anche del futuro del bacino in muratura, che l'Authority vuole riattivare. Azimut Benetti, inizialmente, aveva persino minacciato di andarsene, preoccupata per l'impatto delle attività di riparazione sia sull'attività del cantiere che sul porto turistico. Ieri - così ha riferito Gallanti - Vitelli non si è detto affatto contrario alla ripartenza del bacino. «Troveremo un modo per rendere compatibile il bacino con le altre attività - riassume il presidente della Port Authority - Azimut Benetti si è offerta di contribuire con le proprie ricerche e di questo non possiamo che essere soddisfatti». Ancora ieri la Rsu del Cantiere aveva messo in guardia Gallanti chiedendo, in una nota firmata da Milella, Raffaelli, Mori e Frilli, «certezze all'azienda impegnata nello sviluppo delle attività cantieristiche».
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