Il Tirreno

Livorno

In Comune aspettano di discutere con Gallanti il Piano regolatore del porto

E Lamberti va all'attacco di Bufalini «Basta con i conflitti di interesse»

Juna Goti

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 LIVORNO. «Si pone o no, signor sindaco, un problema di conflitto di interesse per le concessioni in porto? Come hanno intenzione di risolverlo il Pd e le forze che governano la città?». L'affondo dell'ex sindaco, Gianfranco Lamberti, arriva in apertura del consiglio, all'indomani della commissione provinciale a cui ha partecipato il presidente dell'Authority, Giuliano Gallanti. Sul piatto c'era il piano regolatore portuale. Presente Elis Bufalini, che oltre ad essere capogruppo del Pd in Provincia è "gestore precario" dei parcheggi della stazione marittima. In commissione Bufalini sottolinea che le criticità evidenziate da Gallanti sono utili alla crescita del porto e si lascia scappare che ci sono operatori che non parlano inglese...  Così ecco che dall'altra parte del marciapiede scoppia il caso. «Spero che l'audizione di Gallanti avvenga anche in Comune», polemizza subito Lamberti, che dopo un po' di ironia sull'inglese di Bufalini affonda: «Il capogruppo del Pd sposa la linea del "menomale che c'è Gallanti", proprio come Matteoli...». Come a dire: quando parla col presidente lo fa da capogruppo del Pd o da operatore portuale? Ed ecco il nervo scoperto: «Il tema del conflitto di interesse è concreto, là dove si parla di concessioni e di aspirazioni legittime a concessioni c'è un limite nell'intreccio tra ruolo pubblico e privato. Non sto accusando nessuno, ma la nuova stagione politica di cui parla il sindaco e che apprezzo non può che partire dalla cancellazione di questo conflitto: chi svolge un ruolo pubblico non può parallelamente avere rapporti col concessionario per farsi conoscere».  E Cosimi? Tira la freccetta («avrei voluto iniziare parlando in inglese») e prova a giocare la carta del libro («consiglio a tutti un bel lavoro di Guido Rossi, Il gioco delle regole»). Poi: «Posso solo dire che è oggettivo il fatto che di fronte a certe questioni ci sia necessità di chiarezza. In questo consiglio ho sempre cercato di mantenere alto il livello dell'attenzione». Quanto alle parole di Bufalini «se il giudizio sul Pot fosse quello che viene avanti è in contrasto con questo consiglio». Poi si dà ai proverbi e scomoda Enea Silvio Piccolomini che diceva: «Quando ero Enea nessuno mi volea, ora che son Pio di tutti sono zio. È un po' quello che sta succedendo a Gallanti...». Il sindaco chiude dicendo che «è giusto programmare con un atto ciò che dobbiamo discutere con Gallanti, prima in commissione poi in consiglio. Il presidente è persona di qualità, il rapporto col consiglio sarà sicuramente elemento su cui si fonderà una comprensione reciproca. Lo voglio dire senza polemica, l'Authority non può fare il Piano senza la città». Puntini sulle i?

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di Redazione web