Il Tirreno

Livorno

«Avete dimenticato Zeb, cercatelo»

Lara Loreti
«Avete dimenticato Zeb, cercatelo»

L'appello della madre e degli amici: «Ormai non se ne parla più, ma non ci arrendiamo»

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 LIVORNO. «Avete dimenticato Zeb». Ormai non se ne parla quasi più. Sono passati tre anni e mezzo dalla scomparsa di Zeb, al secolo David Fedi, l'artista graffitaro livornese sparito nel nulla. Era il maggio 2008. Qualche giorno dopo la sua auto fu ritrovata sul Romito.  Lo denuncia la madre, Piera Talini. Lo denunciano gli amici, primo fra tutti il mecenate delle sue opere, Filippo Lotti. Persone che non si sono arrese e che non accettano che la storia di David finisca nel dimenticatoio.  Il ritrovamento della sua auto a Calignaia fece pensare al peggio, a un suicidio. Ma il corpo di Fedi non è mai stato ritrovato. E la speranza che David sia ancora vivo è sempre accesa nel cuore di chi gli vuole bene.  La squadra mobile della polizia, che ha seguito il caso, ha battuto varie piste, tra cui quella che Fedi fosse finito all'estero, forse in Francia, arruolato con la "legione straniera". David aveva più volte nominato come possibile sbocco per il suo futuro una sua eventuale adesione alla legione. Ma mai questa opportunità si era concretizzata. Di lui non si sono più avute notizie, nonostante le ricerche della polizia e degli stessi amici si siano spinte fino alla Romania: Fedi infatti, prima di sparire, aveva avuto una storia d'amore con una ragazza rumena (proprio come nel caso di Lorenzo Sarti, l'imprenditore sparito a Ibiza due venerdì fa).  La persona che più s'è data da fare per ritrovare Zeb è il suo amico e mecenate Filippo Lotti, curatore d'arte delle sue opere. «Ormai David è caduto nel dimenticatoio. E questo non è giusto. Per persone scomparse fanno appelli continui, di lui invece non si sente più parlare. Ogni vita ha un valore inestimabile, ma David era una persona conosciuta, apprezzata. Non capisco perché non se ne parli quasi più. Io invece credo che sia importante continuare a cercarlo, senza arrendersi».  Lotti, che aveva già fatto un viaggio-inchiesta nell'est Europa, fermandosi soprattutto in Romania, ora ha un progetto in mente per cercare David. «Tra qualche giorno farò un nuovo appello - dice il curatore d'arte - Cercherò di contattare la gente che lo conosceva e proverò a capire che aria respirano le persone che l'hanno conosciuto prima di me e molto più appronditamente di me. Farò un piano di percorso, visitando gli amici, andando dal titolare del negozio di bici Pasuello che con lui aveva un legame stretto, dalla sala biliardo di via della Bassata, e al suo bar preferito alla Rosa».  Intanto Zeb continua a vivere attraverso le sue opere. L'ultima mostra, curata da Lotti, c'è stata a fine giugno a Castiglioncello. E l'anno prossimo, all'associaszione La Ruga a Ponte Egola, ci sarà una nuova esposizione con i suoi quadri.  «Avrei bisogno di lui per confrontarmi su tante cose - dice Lotti commosso - Non solo e non tanto per il lavoro, ma per la sua esperienza. Era una persona che tanti che hanno giudicato superficiale, ma che invece non lo era. Con lui io riuscivo a trovare me stesso. E chissà che ora Zeb stia lavorando da qualche parte. Lo spero tanto».

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