Il Tirreno

Livorno

Bettinetti: "Caro Filippo, nel Pd le regole non si cambiano dall'interno"

Daniele Bettinetti*

Lettera dell'ex sfidante al segretario dimissionario del Pd di Rocca il giorno dopo aver lasciato la carica

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Caro Filippo, per qualche tempo, circa un anno fa, siamo stati “concorrenti” quando mi candidai anch’io alla carica di segretario per poi ritirarmi quando vidi che il gioco era blindato, con regole che ingabbiavano chi vinceva, senza dare libertà di manovra rispetto ai dettati e alle ferree leggi dell’establishment locale. Le stesso leggi inamovibili e non scritte che stanno trascinando Livorno su una strada lastricata di cadaveri, occupazione e sviluppo in primis.

In questo senso “vincere” aveva poco significato, perché se diventi segretario ma di fatto sei manovrato da altri tanto vale che chiudi bottega per tempo. E i fatti purtroppo dimostrano ora che tu, avvocato, accreditato come erede della linea dei Ds poi Pd (con la Margherita lasciata ad appassire in un bicchiere senz’acqua), hai senz’altro seguito questo destino.

E le tue dimissioni, in un’epoca dove nessuno molla le poltrone, vanno senz’altro accolte con l’“onore delle armi”. Ho sempre interpretato il tuo come un tentativo di cambiare le cose con le regole interne, metodo che come ricorderai non condividevo, e che in questo contesto ha fatto si che il rapporto con chi ti aveva “messo lì” sia partito subito male.

Col tempo i guardiani del tempio ti hanno tenuto sott’occhio, pronti a stoppare qualsiasi timido accenno di svolta. Forse con un po’ più di coraggio sarebbe stata diversa. Ma con una politica che ad oggi ha raggiunto a livello locale come nazionale il massimo livello di autoreferenza c’è poco da sperare e il coraggio serve a poco se non è supportato da una massa critica di consenso vero e non solo evocato e che non sia solo protesta o arrabbiatura.

Dopo la crisi estiva abbiamo assistito all’ennesima presa d’atto di un fallimento. Siamo stati costretti, ancora una volta, a registrare lo scollamento fra ciò che si dovrebbe fare e l’immobilismo di chi dovrebbe fare. Chi governa Livorno ha ora il compito di mettere una pezza in finale di mandato su quanto ad oggi non è stato realizzato, al netto degli alibi da governo festaiolo e crisi globale (che non si sa perché a Livorno, dati alla mano, ha colpito più gravemente rispetto a situazioni analoghe).

Chi, come i partiti e il PD in particolare, ha la funzione fondamentale di essere l’occhio degli elettori su chi amministra, di contribuire con idee fresche e progetti nell’ambito di una visione chiara sul futuro ad oggi appare sempre più debole, poco partecipato e dipendente da interessi particolari con il cittadino che non appare più al centro, ormai da troppo tempo.

Tu questo l’hai capito, il tuo tentativo è andato male e coerentemente hai fatto un passo indietro, spero solo dalla carica e non dal tuo impegno.

Un saluto e a presto,

*Daniele Bettinetti è un imprenditore e libero professionista, iscritto al Pd, ex candidato a segretario Pd di
Livorno

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