Gioco
Ospedale, politica e porto: quante cose vanno cambiate
Umberto Vivaldi
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Livorno è alla frutta! I colpevoli? Siamo noi che da tempo subiamo una politica cialtrona, che esce allo scoperto solo quando ci sono cariche da ricoprire: Autorità Portuale, Porto 2000, municipalizzate, assessori e consiglieri comunali, quasi tutti fatti con lo stampino. Ormai sottomessi, ci accontentiamo di dire: la politica è uno schifo. E' vero ma ciò non basta. Il nostro silenzio è compensato da don Razzauti e il vescovo Giusti, i quali senza peli sulla lingua denunciano le carenze politiche e istituzionali della città, chiedendo alla "lobby degli indifesi" (che siamo noi) di reagire. Cino Milani, pilota del porto, in sintonia con venti imprenditori doc tipo D'Alesio, Fremura e Neri, manda un messaggio affinché il nostro porto non muoia. I gioielli di famiglia della Compagnia Portuale sono agli sgoccioli, ciò nonostante i dirigenti sono fiduciosi. I quattrocento lavoratori portuali, con il mensile non più sicuro come una volta, preoccupati galleggiano. A pensarci bene, Cino il pilota del porto, è persona affidabile e se ha detto che il porto muore, meglio riflettere. Il responsabile Pd della sanità, intervistato, dice: un paese è forte quando i cittadini stanno bene e si sentono sicuri. Per questo, diamo totale fiducia al direttore generale dell'Asl. Il Pd cui faccio parte, prima di dare totale fiducia, scenda a parlare con l'utenza, solo allora vi accorgerete, che la fiducia è una cosa seria! Il dottor Vincenzo Gentile, con 39 anni di lavoro nel reparto di anatomia patologica, chiama in causa il sindaco Cosimi e la Calamai. Due anni fa - dice Gentile - eravamo sette medici, adesso sono quattro, pure il personale tecnico è stato dimezzato. Un esame istologico, prima della Calamai, era pronto in dieci giorni, oggi in tre mesi, addirittura per il pap test ci vogliono quattro-cinque mesi. Che senso hanno i mega-ospedali, se la malattia non si diagnostica in tempo? Vincenzo Gentile, consigliere della circoscrizione 1 e membro del Pd, termina dicendo: i malati di cancro attendono risposte! Fino ad oggi: scena muta. I cittadini per questo tipo di (mala)sanità, a chi devono rivolgersi? Ai diritti del malato, che per essere difesi, devono pagare l'avvocato? La politica si è accorta che la democrazia, così come le specializzazioni nella Asl diminuiscono, mentre i super direttori (pur validi che siano) sono in aumento? Mentre i livornesi vanno a curarsi nelle altre Asl, le istituzioni discutono del nuovo Ospedale che verrà. Aldilà delle poche specializzazioni rimaste, al nuovo ospedale andranno i cittadini colpiti da bruscolo negli occhi e unghie incarnite. Ai fischi negli orecchi, ci pensano Gufoni e Mastrosimone. Molto meglio era se il nostro sindaco, anziché la giunta, congelava i mandanti della Calamai.
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