Gioco
COSÌ PARLÒ SUOR RAFFAELLA
Ero fidanzata, poi ho scelto Dio
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Vengo da una famiglia povera, ma ringrazio Dio per la vita che ho avuto, che è diventata storia di salvezza e mi permette di stare accanto agli ultimi in modo diverso. A un certo punto qualcosa dentro di me mi ha portato a riflettere. Poi sono andata a scuola dalle suore Figlie della carità, sono cresciuta, ho avuto la mia crisi nei confronti della fede, ma ho capito qual era la mia strada e l'ho percorsa. Volevo sposarmi, avere figli, ero fidanzata e lavoravo. Ma ogni giorno mi rendo conto di aver fatto la cosa giusta a prendere i voti, anche se un figlio mi manca, perché la maternità è nella natura femminile. Vado in Eritrea insieme ai giovani un anno sì e uno no, per fare un'esperienza di missione e portare i ragazzi a vedere una realtà che faccia loro cambiare stile di vita. In Eritrea i poveri hanno sempre la gioia negli occhi, nonostante gli manchi il necessario per vivere, e una dignità tale per cui non si capisce mai quanto e in che modo stiano soffrendo. Da noi invece sono imbruttiti, gridano ma non sono capaci di aver rispetto per se stessi. Se potessi esprimere un desiderio vorrei che i livornesi avessero uno sguardo positivo sia sulla propria vita che su quella degli altri. La porta della Caritas è sempre aperta: chi vuol fare un'esperienza diversa è il benvenuto.
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