Il Tirreno

Livorno

Il rito era sempre stato rinviato, l’edificio ora torna a nuova vita

Consacrata (dopo 600 anni) la chiesa di San Jacopo

San Jacopo: la processione d’ingresso e il vescovo Giusti mentre consacra la chiesa
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San Jacopo: la processione d’ingresso e il vescovo Giusti mentre consacra la chiesa

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 LIVORNO. La chiesa di San Jacopo ha più di sei secoli eppure non era stata ancora consacrata: quantomeno non lo era stata negli ultimi tre secoli dopo i grandi lavori che ne hanno modificato l'aspetto, come aveva detto il parroco don Alberto Vanzi ai fedeli. L'ha consacrata ieri il vescovo Simone Giusti.  Il monsignore-architetto ha benedetto sia il popolo dei parrocchiani che l'acqua: un dettaglio ad alto valore simbolico, ma ancor più nella chiesa del lungomare, visto che nella cripta era presente la sorgente d'"acqua viva" che ha dato il nome alla zona. L'altare, sul quale sono state deposte le reliquie, è stato unto con l'olio sacro con cui sono stati consacrati anche i luoghi-chiave del tempio.  La consacrazione della chiesa è un altro capitolo della nuova vita di quello che probabilmente è l'edificio sacro più antico della città: è stata terminata la ristrutturazione della chiesa e da alcune settimane è tornata ad essere visitabile la cripta, un gioiello poco conosciuto agli stessi livornesi, dato che è stata chiusa per oltre un quarto di secolo dopo il terremoto alla metrà degli anni ottanta. Già centinaia di persone hanno approfittato delle visite guidate - in agenda il lunedì (ore 10-11) e il giovedì (ore 16,30-17,30) - per scoprire questo patrimonio che presto verrà restaurato.

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