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Abuso d'ufficio per il pontone noleggiato, chiusa l'inchiesta su Port Authority

Abuso d'ufficio per il pontone noleggiato, chiusa l'inchiesta su Port Authority

L'indagine riguarda il noleggio di un pontone che, secondo l'ipotesi del pm, si sarebbe rivelato non solo inutile e costoso per il bilancio dell'Autorità Portuale, ma avrebbe avvantaggiato la Compagnia Portuale a scapito della Sintermar

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LIVORNO. La Procura di Livorno ha notificato l'avviso di conclusione indagini all'ex presidente dell'Autorità Portuale di Livorno Roberto Piccini per i reati di abuso d'ufficio, falso e occultamento di atti. Nell'inchiesta, chiusa nelle scorse settimane dal sostituto procuratore Massimo Mannucci, sono coinvolti anche Giorgio Gionfriddo e Sergio Migheli, rispettivamente segretario generale e responsabile finanze della Port Authority.

L'indagine riguarda il noleggio di un pontone che, secondo l'ipotesi del pm, si sarebbe rivelato non solo inutile e costoso per il bilancio dell'Autorità Portuale, ma avrebbe avvantaggiato la Compagnia Portuale a scapito di un'altra società di servizi portuali, Sintermar. Tutto gira intorno a una gara che l'Authority nel 2009 ha avviato senza pubblicazione di bando per il noleggio di un pontone galleggiante per navi cosiddette 'ro-ro'. Una procedura, secondo la Procura, possibile solo in situazioni di estrema urgenza o di imprevisti. L'Autorità Portuale livornese avrebbe aggiudicato la gara alla Safim srl di Genova (unica a presentare l'offerta) per 552 mila euro il primo anno e 357 mila per l'eventuale successiva proroga di un altro anno.

Il pontone 'Dakota II', rimasto due anni nel porto di Livorno, secondo i magistrati non fu invece mai utilizzato e fu anzi collocato ad un accosto diverso da quello previsto. La procedura d'urgenza avrebbe così danneggiato l'Authority per le spese di noleggio di un bene inutilizzato ad un prezzo verosimilmente superiore a quello che poteva uscire al termine di una gara, ma anche la Sintermar che vedeva sfumare così la trattativa per l'acquisto del pontone ad un prezzo di 900 mila euro. I vantaggi si sarebbero invece concretizzati per la Safim (che 900 mila euro li ha presi in due anni di noleggio) e soprattutto per la Compagnia Portuale che in questo modo avrebbe mantenuto la commessa per lo sbarco di veicoli che sarebbe potuta passare alla Sintermar.

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