Il Tirreno

Livorno

La Compagnia perde le Toyota

Cristiano Meoni
La Compagnia perde le Toyota

Un traffico di 55mila auto si sposta in Sintermar: vale 3 milioni

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LIVORNO. La botta è di quelle che fanno male. La Compagnia Portuale perde un traffico importante, 55mila auto della Toyota, che finiscono alla concorrente Sintermar. La notizia non è ancora ufficiale ma ormai viene data per certa. Ed è un terremoto, quello che viene dalla casa automobilistica giapponese, perchè il lavoro di sbarco dalla nave e trasferimento ai piazzali delle auto della casa giapponese vale un fatturato di 3 milioni di euro.  Toyota è, per numero di auto, tra le principali case automobilistiche che si servono del porto di Livorno. Erano 70mila l'anno i veicoli sbarcati fino a pochi anni fa, quest'anno la crisi ha ridotto i volumi a 35mila veicoli ma per il 2012 la stima è di 55mila veicoli.  Fino al 2008 a ricevere le auto della Toyota era la Fratelli Elia, società torinese controllata dal fondo Clessidra, che per il trasferimento dei veicoli dalla banchina al piazzale si serviva del personale di Unicoop Servizi. Poi, tre anni fa, Toyota ha cambiato sia il ricevitore (divenuto la Autotrade and Logistic, società al 100% dell'importatore Koelliker che gestisce l'autoparco del Faldo a Vicarello) che il terminalista, la Cilp-Compagnia Portuale.  Ora la casa automobilistica si appresta a tornare al passato. Toyota ha infatti fatto una sorta di gara, chiedendo le offerte sia a Elia che ad Autotrade. E l'offerta di Elia è risultata di gran lunga la migliore dal punto di vista economico, con un ribasso - si dice - di 16 euro ad auto sul costo complessivo dalla nave alla concessionaria.  Alla scadenza del contratto con Autotrade e Logistic, a marzo 2012, Toyota dunque tornerà a servirsi di Elia. Che, nel frattempo, ha cambiato alleanza in porto: non è più in società con la Compagnia Portuale ma con la Sintermar delle famiglie Neri, D'Alesio e Fremura.  Ne consegue che le auto Toyota non saranno più sbarcate e trasferite dai portuali della Compagnia. Le navi "macchiniste" finiranno sulla banchina della Sintermar e saranno lavorate dal personale di quest'ultima, che per i trasferimenti potrà avvalersi del personale di Unicoop o anche di Cpm (se sarà autorizzata).  Fatti due conti, per la Compagnia è una perdita secca di 3 milioni di fatturato e di duemila giornate di lavoro. Piove sul bagnato, verrebbe da dire ricordando i problemi che il gruppo ha già ad assicurare il lavoro ai propri soci dipendenti. Ma il cambio di fronte della Toyota crea qualche difficoltà anche al Faldo, l'autoparco posseduto per metà dai portuali e gestito dalla Autotrade e Logistic del gruppo milanese Koelliker: il Faldo, che quest'anno ha movimentato 90mila auto, perderebbe la metà del carico.  Con il passaggio della Toyota da una banchina all'altra, cambiano anche gli equilibri interni al porto. Attualmente la Compagnia, con gli operatori alleati in Sealiv (Mercurio, Gragnani e Autotrade) sbarca 200mila macchine sulla Sponda Est e 100mila al terminal Leonardo da Vinci, mentre Wintermar (la società partecipata da Sintermar ed Elia) movimenta 100mila macchine.

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