Il Tirreno

Livorno

«Già da ragazzo comprava libri di astrofisica»

Sopra, una lezione del professor Dario Autiero; sotto, i genitori: Mario e Anna
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Sopra, una lezione del professor Dario Autiero; sotto, i genitori: Mario e Anna

Il padre Mario racconta la gioventù del professore e la sua carriera

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 LIVORNO. «Cosa si prova ad avere un figliolo "genio"? Bella domanda, ma se devo essere sincero la soddisfazione è quella di vedere che sono stati premiati il suo impegno e la sua voglia di imparare».  Mario Autiero è il padre di Dario, ed nato a Napoli come la moglie, signora Anna. E' stato direttore delle Dogane, a Livorno e poi in Friuli e in Liguria, e poi è tornato ad abitare a Livorno, dove Dario, che è figlio unico, ha fatto le scuole fino alle superiori, dapprima alla elementare Brin, poi alle medie Marconi e infine al liceo scientifico Enriques.  «Già da ragazzino dimostrò un grande interesse per le scienze - ricorda il signor Mario - una volta la maestra dette da fare una ricerca sulle fognature e lui si impegnò, cercando di sapere, ovviamente da bambino, come funzionavano». Ma poco dopo Dario Autiero rivolse lo sguardo a ben altri orozzonti, puntandolo verso il cielo. «Già quando era al liceo Dario si interessava di astrofisica: abitavamo in via dei Pensieri e quando c'era la Festa dell'Unità andava alle librerie a cercare testi di fisica, e altri ancora se li faceva arrivare dalla Russia grazie all'Associazione Italia-Urss».  A quel punto la strada di Dario era tracciata: l'iscrizione alla facoltà di Fisica di Pisa (un posto che ha sfornato gente del calibro di Rubbia e Di Lella) ma per Dario Autiero ci fu qualcosa in più: «Quando era al secondo anno, venne iscritto d'ufficio all'Istituto nazionale di fisica nucleare di San Piero a Grado - riferisce il padre - tanto che il professor Del Prete fu il suo relatore esterno alla tesi di laurea nel 1991». Dopo la laurea per Dario si aprirono le porte del Cern di Ginevra. «Dario ha lavorato laggiù fino al 2002 - spiega il signor Autiero - poi è arrivata l'offerta dalla Francia ed ha accettato».  Nonostante ormai Dario sia stabilmente all'estero, i rapporti con la famiglia sono ancora stretti: «Ci vediamo regolarmente, sia a Natale che durante l'anno, quando io ed Anna andiamo a trovarlo in Francia - sottolinea Mario Autiero - e ci sentiamo al telefono molto spesso. Che tipo è mio figlio? Non è un gran chiaccherone, ma è concreto, come si conviene ad un fisico sperimentale, e oltre alla fisica ha due grandi passioni: il mare, ed in gioventù è stato un buon velista della classe Vaurien, e la montagna, dove anche ora fa escursioni». R.C.

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