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Odore di tangenti sulla Wass: intercettato il direttore commerciale

Odore di tangenti sulla Wass: intercettato il direttore commerciale

Per ora è solo un sospetto ma si parla di tangenti pagate a politici e militari di Paesi esteri per aggiudicarsi le forniture di sistemi

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Per ora è solo un sospetto. L'odore che emanano le telefonate fatte da Filippo D'Antoni, direttore commerciale della Wass, l'azienda livornese produttrice di sistemi per la difesa (soprattutto siluri), è quello inconfondibile delle tangenti. Tangenti pagate a politici e militari di Paesi esteri per aggiudicarsi le forniture di sistemi per la difesa. Un sospetto - quello della corruzione - messo nero su bianco dai magistrati napoletani Vincenzo Piscitelli e Henry Woodcock nelle carte depositate al tribunale del riesame di Napoli. I due procuratori stavano indagando su Marco Milanese, il parlamentare braccio destro del ministro Tremonti, e sulle nomine in Finmeccanica quando hanno rinvenuto un nuovo filone giudiziario. Decine le pagine che fanno riferimento alla «pratica, da parte dei rappresentanti delle società di Finmeccanica, di corrompere i rappresentanti dei governi esteri per potersi aggiudicare le gare». Filippo D'Antoni, in questi giorni al lavoro negli uffici romani di Wass ma spesso anche a Livorno, genero del presidente di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini, al momento non risulta indagato. Il suo nome ricorre più volte nei verbali dell'inchiesta. Vi ricorre soprattutto sotto il capitolo «vendita di prodotti di diverse aziende Finmeccanica a soggetti esteri in cambio di pagamenti e transazioni illecite».

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di Redazione web