Il Tirreno

Livorno

Quaranta sospensioni in un anno scolastico nella classe terribile

Lara Loreti
Studenti fuori dall’Orlando all’uscita da scuola e nel cortile interno
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Studenti fuori dall’Orlando all’uscita da scuola e nel cortile interno

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 LIVORNO. Quaranta sospensioni in una classe sono un bel record. Vuol dire che, in media, ciascuno studente ha preso più di una nota. È successo lo scorso anno nella II B dell'Orlando, la stessa in cui l'altro giorno uno studente ha puntato un laser contro l'occhio di un prof, mandandolo all'ospedale. Si tratta di una classe difficile, con un gruppo di alunni esuberanti.  La famigerata II B lo scorso anno ne ha combinate di tutti i colori tanto che i ragazzi hanno accumulato richiami su richiami. Quest'anno è formata da 22 studenti, alcuni provenienti dalla I B dell'anno 2010-11, altri confluiti da altre prime. Il punto è che nella rosa della classe c'è un gruppetto difficile. Lo spiega il vicepreside dell'Orlando, Giancarlo Cologni: «Ci sono 4-5 livonersi molto esuberanti che sfogano le loro pulsioni e il loro carattere vivace con gesti che a scuola non sono ammessi». In casi più clamorosi riguardano il petardo fatto esplodere in classe a febbraio, con lesioni al timpano del docente di turno, e alla fine del 2010 un alunno che aveva subito un'aggressione al clumine della quale era stato bruciato con un accendino. Ma la cosa più complicata per il difficile mestiere del prof, è far capire ai giovani che le bravate non vanno bene. E che chi sbaglia paga.  A parlare con loro ieri mattina è stato il proprio il professor Cologni. Il dirigente s'è accollato il compito di comunicare con i ragazzi all'indomani dei fatti, per sottolineare la gravità dell'evento che mercoledì alle 10.30 ha visto vittima il docente di informatica, Fabrizio Curatolo. «Ho detto agli studenti che questi episodi non possono e non devono accadere a scuola - dice il professor Cologni - Ho cercato di far loro capire che un gesto del genere è pericoloso e molto grave. Ma non dimentichiamo che sono adolescenti di 15, 16 e 17 anni, e non è sempre facile far comprendere loro certe sfumature».  E ora si pensa a cosa fare per "punire" ed educare al meglio gli alunni. «Non è facile - dice Cologni - Come scuola abbiamo un po' le mani legate, il Ministero non ci permette di fare delle sospensioni collettive, sono permesse solo quelle individuali. Ma finché non esce fuori il nome del responsabile questa strada non è percorribile». Quel che è certo, però, è che la II B dovrà fare un percorso particolare di recupero. «Ci riuniremo con la preside e con gli altri docenti per valutare la migliore soluzione al caso», spiega Cologni.  Intanto il professor Curatolo è a casa con l'occhio ferito e amareggiato per l'episodio. Ieri pomeriggio ha fatto la visita oculistica. Il professore, che oltretutto indossa gli occhiali, era alla sua seconda lezione dell'anno quando uno studente, a quanto pare dagli ultimi banchi, gli ha puntato il laser su un occhio. «Ho ancora bruciore - dice il docente da casa - Mi dispiace molto per questa storia. Io penso che sia molto importante trovare un modo per educare questi giovani. Credo che dovrebbero essere coinvolti anche i genitori e, perché no, sensibilizzare la politica al mondo studentesco».

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