La protesta
I sette punti di Del Corona
Wladimiro Del Corona
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La nota di Bruno Picchi e Gabriele Cantù, apparsa ieri sul Tirreno, richiede una riflessione per puntualizzare alcune questioni. 1) È stata la stampa a cercarmi per un servizio che stava facendo su Fiorentina. 2) Condivido pienamente la distinzione sui ruoli. Sono trent'anni che seguiamo le procedure per lo sviluppo dei Piani di recupero e tutti gli atti sono sempre passati dal controllo e dal timbro di via libera di uffici legali dell'amministrazione comunale, della segreteria generale, ma soprattutto della Regione, senza i quali non sarebbe stato possibile portare avanti le opere attraverso provvedimenti e procedure nei confronti di privati, morosi e Ost. Suona assolutamente strana questa improvvisa scoperta di perplessità procedurali, strana e incomprensibile che gli assessori chiamano invasione di campo. 3) Non ci dispiace l'assicurazione che viene data sul percorso operativo dagli assessori, non vi era spirito polemico nelle mie parole ma preoccupazione vera rispetto agli impegni assunti, cosa che Bruno e Gabriele sanno benissimo. Sappiamo tutti l'importanza della conclusione dell'iter di approvazione della variente Abitare sociale di Fiorentina perché la concretezza prenda corpo e non solo per via Bruno ma più in generale, a cominciare dal Mercato Ortofrutticolo. 4) Resta il fatto che siamo al 23 settembre e si deve ancora esaminare le osservazioni, produrre le controdeduzioni passare di giunta, dalla commissione e infine in consiglio comunale. Ammesso che tutto fili liscio, che le pratiche istruttorie siano tutte già pronte per i vari adempimenti (trasferimenti, espropri ecc) quanto tempo serve ancora? 5) È troppo chiedere che si chiudano partite importanti (questo ho detto come pure ho fatto in consiglio, alla luce del sole anche se nessuno mi ha risposto) e non solo per Fiorentina? 6) Chiudere la Vas Fiorentina, chiudere con l'assegnazione dei 91 alloggi funzionali a chiudere Corea, casa Firenze, dare un segnale importante a Shangay, dare un pacchetto di alloggi alle graduatorie. Per Fiorentina è solo la partenza, ma questo è ciò che si è sempre chiesto e cosa reclama giustamente il quartiere. Il dopo è terreno di iniziativa e di lotta politica istituzionale per procedere in termini progettuali e sul nodo finanziamenti. Governo attento e partecipato del "work in progress". 7) Nessuno ha mai nascosto il valore dei 700 mila euro messi in bilancio a questo proposito, meno che mai io, anzi. Oggi mi auguro che queste cifre si ritrovino pure nel 2012 perché lì, minimo, si finirà con le fasi operative. Non credo in franchezza che sia lesa maestà richiamare la necessità di chiudere partite importanti per la città, perché o è questa la visione sul fronte delle politiche abitative e della strategia che dobbiamo elaborare in modo chiaro e percepibile o resteremo molto indietro e non mancheranno amare sorprese.
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