Sicurezza
CASE POPOLARI
Anna Maria Di Mauro
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CASE POPOLARI Non siamo il pozzo di San Patrizio Per informare tutti che noi non siamo ne vogliamo essere il pozzo di san Patrizio. A seguito di un addebito non ritenuto molto fondato, siamo stati indirizzati all'ufficio lavori, di Casalp e noi ci siamo andati. Il problema vero, comunque, crediamo sia altro e più complicato. Brevemente lo sottoponiamo alla vostra attenzione ed eventualmente a chi di competenza. Noi, inquilini di Casalp di via Cambini 33a da oltre trenta anni, siamo stati da sempre ligi ai nostri doveri e alla collaborazione; infatti chi scrive è rappresentante del condominio per i rapporti con Casalp. Ma è la prima volta che siamo interessati globalmente con l'intero condominio allargato. Infatti in tutti e sottolineamo tutti, gli altri momenti che riguardavano interventi sulle fognature, abbiamo sempre pagato per il condominio del 33a. Noi crediamo che le fognature di questo comparto allargato debbono essere del tutto rinnovate perchè non più consone al nuovo equilibrio abitativo, specialmente con i lavori dovuti al sottopasso ferroviario. Crediamo anche che tali lavori debbano essere a carico dell'amministrazione comunale e delle sue articolazioni. Pertanto pur non condividendo il metodo, anche stavolta obtorto collo, faremo il nostro dovere di inquilini di Casalp e di cittadini Livornesi, in pari con il pagamento delle tasse, che per brevità e carità di patria, omettiamo di elencare, perché notoriamente conosciute. Concludiamo, auspicando che con la spesa di euro 2.354,00 (molto salata) si possa stare tranquilli per almeno alcuni anni, qui a Rombolino, diciamo questo anche perché non siamo e non vogliamo diventare il famoso pozzo di San Patrizio. Cordiali saluti, dai rappresentanti del condominio di via Cambini 33a. Sergio Barsotti Rustici Leonetto TESSERA SANITARIA Quante difficoltà per gli invalidi Buonasera, mi chiamo Sandra Turini e sono un utente della Asl di Livorno, abito nella frazione di Quercianella, in questi giorni mi sono recata allo sportello preposto all'attivazione delle nuove tessere sanitarie e all'ufficio addetto ho trovato un signore degno del suo compito che mi ha spiegato tutto ciò che si può e si deve fare per facilitare il rapporto medico-laboratori-ospedale e cartelle cliniche. Tutto bene fin qui, ma citerei "cose fatte all'italiana". Ecco la pecca: non mi è stato possibile attivare la tessera dei miei genitori, (ottantenni) di qui una serie di domande. 1) Mio padre è un portatore di handicap, dovuto ad un ictus, in carrozzina, 2) mia madre certamente si sposta mal volentieri per andare ad attivare la tessera (si abita a Quercianella). Considerazioni: sono io che mi occupo di loro e quindi la parola privacy per me non esiste, sono io la loro garante. Come pensate che debbono fare le famiglie di tutte quelle persone che sono malate allettate con tipologie varie e demenzialità in corso o handicap dalla nascita ad attivare la tessera che serve sopratutto ai medici di famiglia per comunicare con il resto dell'Asl? Non sarebbe stato tutto più semplice se la tessera sanitaria fosse stata poi seguita sempre via posta, dalla busta contenente il codice Pin, sistema adottato da tutte le banche? E poi cavolo.... un po' di elasticità e semplicità mentale per semplificare alle famiglie che già sono oberate dall'impegno con i propri familiari malati. Non sarebbe stato semplice se un familiare avesse potuto fare tutto ciò? E poi credete che questi malati possano andare via Internet a consultare i propri esami? Qui la parola privacy è proprio non indicativa, tutti potranno consultare i loro esami in famiglia ma non i malati. E ora, non ultima, la comunicazione con i Cup: ora che si prendevano gli appuntamenti in farmacia senza doversi recare in città, avete tolto il servizio. Bravi, complimenti. Così nuovamente le persone che abitano nelle frazioni sono di nuovo disgraziate. E pensare quanti soldi si spendono per i politici soprattutto per la loro assistenza medica. Sandra Turini RIFIUTI E DECORO Bene la pulizia della zona Garibaldi Ho notato con grandissimo piacere che da qualche mese le strade della nostra città sono più pulite, almeno nella mia zona: Garibaldi, Zola, piazza 2 Giugno. I rifiuti vengono raccolti con molta regolarità dai mezzi dell'Aamps e vicino a molti cassonetti dell'immondizia non ci sono più mucchietti di spazzatura accatastati (e abbiamo il coraggio di criticare Napoli!). Voglio essere ottimista e sperare che questa efficienza non sia soltanto una cosa passeggera. C'è ancora il problema delle tante deiezioni canine, ma in questo caso la responsabilità non è certo dell'Aamps o del Comune!!! Un grazie anche al personale delle stazioni ecologiche.
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