Il Tirreno

Livorno

Meno litigi, più progetti L'appello di Rossi alle banchine e alla città

Juna Goti
Alessandro Cosimi ed Enrico Rossi
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Alessandro Cosimi ed Enrico Rossi

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LIVORNO. Prima una frase tra l'ironico e il pungente: «Ho letto sui giornali qualche lettera, qualche invettiva. Alla fine sta a dimostrare quanto ci si vuole bene...». Poi l'appello «che forse scatenerà qualche critica, ma vi dico come la penso: tocca alla città fare un patto sociale e istituzionale. Aspetto il giorno in cui verrete a dirmi che avete fatto le scarpe a un altro porto perché proponete tariffe più basse. Servono produttività e competitività. Sono io a fare appello a Livorno: basta litigi e divisioni, a quel punto la Regione investirebbe più di quanto sta già facendo». La strigliata arriva dal governatore della Toscana, Enrico Rossi, che ieri mattina ha raggiunto il terminal Da Vinci per l'inaugurazione del nuovo polo Refeer.  L'intervento del governatore arriva pochi giorni dopo la pubblicazione di due lettere - una a firma dell'ex capo dei Piloti Fiorenzo Milani con il sostegno di noti imprenditori livornesi, l'altra dei lavoratori della Tdt - che chiedono alla politica, in modo trasversale, di fare «presto e bene» su dragaggi e infrastrutture (attesi da anni) «altrimenti il nostro porto muore».  «Alla fine - interviene Rossi - pur in un quadro di arretramento generale il porto di Livorno ha retto. Ora si tratta di capire se ci basta mantenere posizioni o c'è la volontà di scommettere sul futuro. La Regione fino a oggi ha fatto quello che poteva. Abbiamo dato mandato alla Provincia di Pisa (che ha tutto l'interesse ad avere uno sbocco a mare per i suoi cantieri edili) di fare partire i lavori allo Scolmatore (dragaggio, allargamento, foce armata) in modo da chiudere le porte Vinciane che insabbiano il porto di Livorno. Abbiamo garantito 51 milioni di euro. La Regione considera questa opera strategica tanto che se Pisa non la farà ci manderemo un commissario: i soldi vanno spesi entro il 2015, altrimenti la Comunità Europea ci toglie il 50 per cento del finanziamento».  «Nel frattempo - continua - su richiesta del sindaco e del presidente dell'Authority abbiamo stanziato 10 milioni per iniziare il dragaggio del porto». Ora, fa capire, tocca alla città. Rossi chiude annunciando «contatti importati con le Ferrovie» e aprendo una nuova polemica sull'autostrada Tirrenica: «Non possiamo perdere altri anni, la merce da Livorno non va nell'area romana, ci sarà un motivo...».  Sulla stessa lunghezza d'onda il sindaco Alessandro Cosimi («lo dico alla comunità portuale, rompiamo qualche schema altrimenti non si va avanti»), il presidente della Provincia Giorgio Kutufà («basta piangersi addosso, bisogna fare sistema») e il presidente dell'Autorità portuale, Giuliano Gallanti.  «L'apertura di questo terminal - interviene Cosimi - dà il segnale che quando la comunità portuale decide di lavorare insieme può raggiungere obiettivi importanti, è splendido veder nascere una cosa come questa in momenti di crisi». Poi, «con dolore più che con polemica, vorrei dire a qualcuno che noi non ci gingilliamo: con la Regione siamo andati a cercare soluzioni che altri non ci hanno dato. Troppo facile vivere sempre in un clima da campagna elettorale, ognuno si prenda le sue responsabilità».  Gallanti non usa mezzi termini e ripete che «il rapporto tra Authority, comunità portuale e città non può essere solo dialettico e competitivo, serve reciproca collaborazione. I grandi porti hanno successo perché c'è una condizione di comunità: se ognuno pensa al proprio orto è un problema». «Le alleanze - chiude - soprattutto qui sono necessarie. Lo so che in qualche documento si dice che la competizione interna fa bene, ma il mondo oggi ci chiede il contrario».

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