Sicurezza
Spaccio di droga, 3 anni alla ex parà
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Alessandra Gabrieli, quando era ancora una parà della Folgore La giovane venne bloccata a Genova con 35 grammi di eroina
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LIVORNO. Ha patteggiato ieri mattina al tribunale di Genova una pena di a tre anni e mezzo di carcere Alessandra Gabrieli, l'ex parà genovese di 28 anni fermata all'inizio di agosto con 9 grammi di eroina, mentre altri 35 furono trovati nella sua abitazione. Droga purissima, secondo gli inquirenti, che avrebbe potuto fruttare fino a quattrocento dosi. Per questo motivo, la ragazza era accusata di spaccio di stupefacenti. La giovane, assistita dall'avvocato Antonella Cascione, subito dopo l'arresto aveva sostenuto di essere stata «iniziata all'eroina da alcuni commilitoni mentre era alla caserma Vannucci a Livorno e - aveva aggiunto - e credo che lo stupefacente venisse portato direttamente dall'Afghanistan». Parole che hanno fatto scattare un'inchiesta della Procura militare di Roma. Fisico sportivo, formato negli anni di attività come parà della Folgore, capelli castani lunghi, Alessandra Gabrieli, era presente in aula, apparentemente tranquilla. La pena era stata concordata tra le parti e aveva avuto il parere favorevole del pm. Il giudice Carla Pastorini che nell'agosto scorso aveva convalidato l'arresto rinviando la direttissima per concedere i termini alla difesa, ha letto la pena patteggiata davanti all'ex caporalmaggiore, che è rimasta impassibile. Poi è stata riaccompagnata in carcere. La giovane genovese che a 19 anni era già in Kosovo, una delle prime donne in Italia a entrare nei parà, e che poi si dimise dalla Brigata Folgore, era stata fermata nell'agosto scorso dai carabinieri del nucleo investigativo di Sampierdarena. Dopo l'arresto aveva spiegato di essere tossicodipendente e di spacciare l'eroina per potersi procurare le sue dosi. «E' tranquilla - ha commentato il suo difensore, Antonella Cascione - è una persona che si sta rieducando. Aveva ammesso gli addebiti in udienza di convalida. Ora vedremo». Il legale che riferisce di non aver parlato con la sua cliente della sua iniziazione all'eroina, ma solo del processo per droga che la vedeva imputata, ha commentato: «Alessandra, per ora, non ha ricevuto alcuna comunicazione dalla Procura militare di Roma».
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