Gioco
In porto un frigo di diecimila metri E' il primo in Italia
Cristiano Meoni
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Il Reefer Terminal si affaccia sulla banchina del Canale Industriale 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Un frigo in porto. E che frigo.... 10mila metri quadrati, il più grande in Italia insieme a quello di Vado Ligure, secondo nel Mediterraneo solo a quello in costruzione a Setè, in Francia. Il Reefer Terminal, presentato ieri mattina ai giornalisti e che stamani sarà inaugurato dal presidente della Regione Enrico Rossi, costato 25 milioni di euro, è il più grande investimento fatto in porto negli ultimi dieci anni. Checchè se ne dica sul loro stato di salute, sono stati ancora una volta i portuali a prendere l'iniziativa, alleandosi nella nuova società con gli spedizionieri di Sar, con un grossista di ortofrutta (Baccini) e con gli imprenditori Cagliata e Spagnoli. Il Reefer, realizzato all'interno del terminal Leonardo da Vinci, occupa una superficie di 33mila mq di cui 10.670 coperti, e si affaccia su una banchina di 360 metri dove, intanto, attraccheranno le navi di banane della Dole e in seguito anche quelle di altri importanti player dell'ortofrutta: certamente Baccini - ieri presente alla conferenza stampa - che è anche socio, e probabilmente il colosso Dal Monte. Oggi (ore 10.30) si potrà toccare con mano la modernità dell'infrastruttura. Il magazzino è composto da 12 celle frigorifere di dimensioni diverse, a temperatura controllata da -2 a +18 gradi per lo stoccaggio del prodotto sbarcato dalla nave o dai contenitori, e da una maxi cella centrale di 2700 mq. Ci sono anche 70 colonnine frigorifere per l'alimentazione dei container frigo, anche di prodotti congelati. «Partiamo con un carico di 90.000-100.000 tonnellate annue, quello assicurato dalla Dole, ma contiamo di arrivare presto al punto di pareggio che è posto attorno alle 200.000 tonnellate - spiega il presidente della Compagnia Portuale, Enzo Raugei, socia del Reefer al 25% - Siamo convinti che il terminal riuscirà ad attrarre importanti volumi di traffico sfruttando i collegamenti esistenti con il Sudamerica e il Nordafrica. Con gradualità pensiamo di arrivare a saturare la capacità massima, che è di 400mila tonnellate annue». Il Reefer può diventare la testa di ponte per lo sbarco in Italia dei prodotti ortofrutticoli sudamericani, nordafricani e asiatici: dalle pere argentine agli agrumi dell'Uruguay fino ai pomodori e alle mele cinesi. Con un grosso produttore uruguaiano è stato firmato un contratto che dall'anno prossimo porterà al Reefer 5000 tonnellate di agrumi. Ma ora che la struttura è funzionante, «contiamo di agganciare anche importanti clienti del Nord Est». Contatti vi sono con il mercato ortofrutticolo di Verona, strategico per il Nord Italia, per l'Austria e la Baviera. I competitor di Livorno sono i porti di Vado Ligure, Civitavecchia, Genova. Al Reefer Terminal lavoreranno 20 persone, in parte assorbiti da Taf, la società che ha gestito sinora i traffici di Dole. Mauro Trocar è il responsabile operativo, mentre Marco Rossi è il direttore commerciale. Ancora da nominare l'amministratore delegato della società.
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