Il Tirreno

Livorno

Il processo di Roma ai Br per l’attentato del 2006

I carabinieri depongono sull'attacco alla Vannucci

Il mortaio usato per l’attacco contro la caserma Vannucci
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Il mortaio usato per l’attacco contro la caserma Vannucci

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 LIVORNO. I carabinieri che trovarono le tracce che hanno inchiodato gli autori dell'attentato del 2006 alla caserma Vannucci della Folgore hanno deposto lunedì nel processo di Roma contro i brigatisti.  I due carabineri del reparto investigativo di Livoirno hanno testimoniato su come vennero ritrovati i reperti che portarono poi la Digos di Roma ad individuare in Gianfranco Zoja e Riccardo Porcile gli autori materiali dell'attentato del 25 settembre del 2006, quando venne piazzato nei giardini davanti alla caserma un rudimentale mortaio che sparò un proiettile esplosivo verso la Vannucci.  L'attentato andò a vuoto perchè due parà che passavano per caso, videro la borsa con il mortaio che stava per sparare e la rovesciarono con un calcio, cosà che mandò fuori bersaglio il proiettile.  Poi i carabinieri trovarono a poca distanza dalla caserma la bicicletta che era stata usata per portare il mortaio, sulla quale, dopo un attento esame, vennero trovati due capelli, dai quali venne estratto il dna di Zoja, che in questo modo venne poi arrestato.

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