Gioco
«Ho inseguito quel folle a 160 all'ora»
Roberto Cestari
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NOTTE DI PAURA. Le volanti della polizia in coda davanti alle sbarre abbattute del passaggio a livello di via Provinciale Pisana e, a destra, soccorritori e residenti nel punto in cui lunedì sera si è schiantata lAlfa 156 con due nordafricani a bordo Il poliziotto della volante: mai vista una cosa simile, temevo uccidesse qualcuno
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LIVORNO. «Sono 19 anni che faccio servizio sulle volanti e di inseguimenti ne ho fatti tanti, ma una cosa come quella dell'altra sera non mi era mai capitata: questa volta ho avuto davvero paura, ho temuto che quel folle potesse uccidere qualcuno». L'assistente capo Andrea Cellai è il poliziotto che guidava la volante che ha inseguito l'Alfa 156 che lunedì sera ha concluso la sua corsa sfondando le sbarre abbassate del passaggio a livello di via Provinciale Pisana, dopo essere sfrecciata a 160 all'ora nelle strade cittadine, bucando semafori rossi a ripetizione e seminando il panico tra gli automobilisti che li incrociavano. E Cellai racconta quei momenti terribili: «Avevamo notato l'Alfa con due persone a bordo e abbiamo deciso di fare un normale controllo. Quando l'auto è arrivata in piazza della Repubblica, ho acceso il lampeggiatore e questi sono partiti a tutta velocità». E a quel punto l'assistente capo si è reso conto che sarebbe stato un inseguimento ad alto rischio: «L'Alfa ha preso via Garibaldi e ha accellerato, fino ai 160 all'ora, e noi siamo rimasti alle sue costole, ma quando siamo arrivati all'incrocio con via Firenze, con il semaforo rosso, mentre noi abbiamo rallentato, il guidatore dell'Alfa non ha nemmeno accennato a ridurre la velocità: è passato e basta. Se dall'altra parte fosse arrivata un'auto o peggio ancora uno scooter - prosegue l'agente di polizia - avrebbe ammazzato qualcuno, senza ombra di dubbio. In tanti anni di volante non avevo mai visto una cosa del genere, nemmeno inseguendo dei delinquenti di professione». Ma la stessa scena si è ripetuta poco più aventi: l'auto della polizia si è rifatta sotto, e le due vetture hanno trovato un altro semaforo rosso, quello con via Mastacchi prima e via Lunardi poi. «Anche qui, mentre io rallentavo, l'altra auto è passata a tutta velocità, con altri automobilisti che hanno dovuto frenare bruscamente per evitare l'incidente. A quel punto - spiega Cellai - ho anche pensato che fosse il caso di lasciarlo andare, prima che ammazzasse qualcuno. Poi ho visto il semaforo rosso del passaggio a livello chiuso e ho pensato "adesso non va più da nessuna parte", e invece quello ha accellerato ancora di più e ha sfondato le sbarre: ne ho vista una volare verso l'utilitaria ferma dall'altra parte - prosegue l'agente - e dentro c'erano una coppia di genitori con la figlioletta di 9 mesi, e la sbarra è volata sul tetto della loro auto senza colpirla». Poi quando l'Alfa gravemente danneggiata si è fermata e l'autista, Moustafa Jaromouni, marocchino di 27 anni residente a Camaiore, è stato arrestato, anche grazie all'intervento di un vigilante della Silpres, c'è stata un'altra violenta emozione: «Abbiamo sentito transitare il treno dal passaggio a livello: se fossimo passati 30 secondi dopo ci avrebbe investito»
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