Il Tirreno

Livorno

Giardini della stazione: le notti dei disperati su materassi e panchine

Giorgio Carlini
Giardini della stazione: le notti dei disperati su materassi e panchine

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 LIVORNO. Piazza Dante, giardini della stazione centrale. Ore due di notte. Dietro all'oscurità si cela un problema umano, sociale e di decoro urbano allo stesso tempo. I fari delle auto rivelano ciò che il buio nasconde. Decine di persone senza fissa dimora dormono sui "pratini". I più fortunati hanno dei vecchi materassi. Gli altri si arrangiano con cartoni o asciugamani. C'è chi trova riparo dietro i cespugli, chi dentro le aiuole o sulle panchine. I senzatetto accampati saranno una trentina.  La stazione è accerchiata. Dalla sporcizia, dalla miseria, dalla criminalità. Uno dei biglietti da visita di Livorno si presenta in condizioni disastrate. Ormai nota è l'odissea del parcheggio di via Masi, trasformato in una discarica a cielo aperto. Ma la situazione davanti all'ingresso principale non è certo migliore. Qui, le storie di disperazione di chi non ha un posto dove andare si incrociano con il degrado e il costante pericolo denunciato da chiunque attraversa la piazza.  I materassi, di giorno nascosti dietro i cespugli, sono addirittura aumentati. Accanto, coperte, buste, un carrello del supermercato. Intorno, solo tanta sporcizia. «Ogni tanto viene fatta una pulizia - afferma un passante - ma in poche ore la zona torna una pattumiera». I problemi non riguardano solo il decoro. Le vicende di cronaca raccontano di regolamenti di conti, furti e molestie, risse e spaccio, prostituzione e oscenità. «Il problema dei clochard è stato sottovalutato» spiegano al comando di polizia della stazione. Iniziative dal nobile intento si sono rivelate un boomerang: il servizio di mensa, prestato direttamente su piazza Dante, ha fatto sì che molti senzatetto si siano stanziati in quel luogo. I soggetti sono in prevalenza maschi, la maggior parte di nazionalità romena, oppure extracomunitari. Durante il giorno alcuni riposano sulle panchine, altri girano per la città, suonando qualche strumento o chiedendo l'elemosina. Altri ancora si dedicano ad attività poco raccomandabili. E in questi casi, la Polfer non ha gli strumenti adatti per risolvere la questione. Interviene quasi tutti i giorni, ricevendo decine di segnalazioni (durante il nostro reportage un malvivente viene sorpreso a rubare una bottiglia di liquore al bar centrale). Se le forze dell'ordine fanno una multa, non rilasciano che un pezzo di carta senza valore. Perché i responsabili sono nullatenenti. Molti di loro sono perfino in regola con i documenti. «In regola si fa per dire - proseguono gli ufficiali - perché nella carta d'identità è segnata la residenza di via delle Cateratte, dove si trova la mensa della Caritas». La Polfer è impotente. Se intima ai senzatetto di andarsene, questi si trasferiscono in via Masi, e viceversa. E la stazione, nel mezzo, ne subisce le conseguenze. «Il paradosso - racconta un passante - è che la parte più pulita è lo spazio destinato ai cani. Lì i senzatetto non si avvicinano, e i padroni puliscono i bisogni degli animali, a differenza di quel che fanno i barboni con i propri». Con l'arrivo dell'inverno la situazione si aggraverà. L'anno scorso alcuni residenti hanno trovato persone accampate negli atri dei condomini.

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