Il Tirreno

Livorno

De Filicaia: tre condizioni del Pd

Juna Goti
Il segretario comunale Yari De Filicaia davanti al Comune col sindaco Alessandro Cosimi
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Il segretario comunale Yari De Filicaia davanti al Comune col sindaco Alessandro Cosimi

Porto, urbanistica e partecipate. Braccio di ferro sull'inceneritore

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LIVORNO. Manovratore di gru alla calata Orlando, sposato con due figlie, per qualche anno responsabile della sezione porto e della Festa dell'Unità, Yari De Filicaia (35 anni, un diploma da perito meccanico e un ingresso in politica nel 2004 con la tessera dei Ds) è forse, in casa Pd, l'uomo sorpresa di questa crisi di maggioranza, di giunta, di partiti che per un mese ha "congelato" a sorpresa la città. Ha gestito da rappresentante dell'unione comunale i faccia a faccia con gli alleati e col sindaco che hanno portato alla stesura di un documento di governo che domani sarà discusso di nuovo dal consiglio comunale. Tra gli iscritti al "partitone", in questa fase di profondi malumori, sono in parecchi ad aggrapparsi proprio a lui per non arrivare troppo incerottati alla fine del mandato...  De Filicaia, il sindaco ha detto che la crisi di giunta è finita: l'impressione è che il Pd livornese ne sia uscito con le ossa rotte e con un rapporto tesissimo col primo cittadino. «Assolutamente no».  Claudio Ritorni si è dimesso, le deleghe di Bruno Picchi e Paola Bernardo (tutti alfieri del Pd) sono state ridimensionate, a gestire le partite più delicate sarà un fiorentino e l'unico ad essere stato promosso (Maurizio Bettini oltre al traffico penserà alle infrastrutture) è di Sel. Nessun problema? «Sugli assetti di giunta la prerogativa è del sindaco, non del partito. Il Pd ha puntato al merito: era importante che nel documento portato in consiglio ci fossero le richieste formulate dopo due direzioni e due riunioni del gruppo».  Il capogruppo in Comune, Massimo Gulì, ha chiesto pubblicamente un maggiore coinvolgimento («e rafforzeremo la nostra azione di indirizzo e controllo»): Cosimi e i consiglieri comunali sono ai ferri corti? «Il gruppo vuole e deve avere un ruolo di primo piano per evitare situazioni che si sono verificate in passato. È giusto che chieda più collegialità».  Su cosa terrà gli occhi il partito da qui al 2014? «Prima di tutto sul porto: dragaggi, infrastrutture, piano regolatore. Poi il piano strutturale e la gestione del percorso verso il nuovo ospedale. Non può aspettare il completamento dei piani di recupero dei quartieri nord, con un occhio a Fiorentina. E poi le società partecipate».  La patata bollente. «Abbiamo fatto tre richieste precise. L'acqua: serve un percorso di analisi per capire se davvero è possibile ripubblicizzare Asa, altrimenti diciamolo chiaramente. Atl: l'indirizzo è presentare entro la fine dell'anno il piano della mobilità per non arrivare impreparati alla gara regionale. È necessario se vogliamo salvare i posti di lavoro. Poi i rifiuti: la terza linea del termovalorizzatore al Picchianti va fatta subito».  E il mega impianto di cui si parla in Regione per bruciare i rifiuti della costa? «Se Livorno è stata indicata come sito per fare il mega termovalorizzatore dell'Ato allora bisogna chiudere gli impianti al Picchianti. Non siamo disposti a iniziare la discussione se in ballo ci sono sia la terza linea che l'impianto regionale: l'uno o l'altro.  Fuori e dentro il Pd c'è chi dice che il sindaco ha scatenato il "congelamento" di agosto per evitare la verifica di mandato chiesta dai partiti. Insomma, vi ha messi nel sacco... «Personalmente l'idea di una verifica non mi ha mai convinto un granché. Preferisco un percorso come quello che è stato fatto con le forze di maggioranza per attualizzare il programma».  In città, per come ha gestito la crisi, dicono che sarà il nuovo segretario al posto di Di Rocca. «No, vabbè, sono boutade di fine estate. L'ultima bomba dopo quella in Venezia. Dico solo che non credo nel lavoro dei singoli: dietro al segretario comunale ci sono 18 persone che lavorano da mesi, c'è un gruppo che ha dato un contributo importante per uscire dalla crisi».  Ma dalla crisi di maggioranza ci siete usciti davvero? «Spero di sì. In settimana incontrerò Ghilarducci (il segretario di Sel, ndr) per buttare giù un cronoprogramma e definire meglio alcuni punti del documento. Stiamo aspettando di sapere chi sarà il nuovo segretario di Idv (dopo la nomina di Luca Bogi a vicesindaco dovrebbe essere Benedetto Tuci a coordinare i dipietristi)».   Nel frattempo vi guardate intorno... «Stiamo preparando una conferenza programmatica di due giorni che, entro fine anno, sarà aperta ai partiti dell'opposizione a Berlusconi. Abbiamo incontrato Sel, Idv, Socialisti, Api. Martedì parlerò con la Federazione della sinistra, poi con l'Udc. Soprattutto con Fds c'è la possibilità di trovare elementi di intesa».  L'obiettivo? «Approfondire quattro o cinque questioni elaborate in questi mesi anche con Camera di commercio, Confesercenti, sindacati. Vogliamo arrivare alle prossime elezioni amministrative con un progetto per Livorno nei prossimi vent'anni. Il Pd è il partito di maggioranza, ma serve un confronto allargato. La città è di tutti». Juna Goti

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di Redazione web