Gioco
Cosimi cerca alleanze con privati e Rossi
Su piano urbanistico e aziende partecipate è iniziata la grande partita
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LIVORNO. Sono le due mosse finali sullo scacchiere della giunta a spiegare forse più di ogni altra parola cosa ha scatenato la crisi interna alla maggioranza e alla squadra di governo. La prima: il sindaco Alessandro Cosimi tiene per sé (almeno per ora) la delega alle società partecipate che era dell'assessore Claudio Ritorni. «Perché - dice davanti ai consiglieri di Palazzo Civico riuniti per la prima volta dopo il "congelamento" di agosto - la situazione che si sta determinando in seguito alla manovra del governo, ad esempio con la robin tax e l'annunciata privatizzazione delle società pubbliche locali, esporrà le partecipate a forti pressioni». Altro che variante (seppur delicatissima) della Ceschina: il vero nodo nel rapporto naufragato con Ritorni sono proprio le partecipate (Asa, Atl, Aamps, ecc.). In molti ripetono che l'ex assessore aveva presentato al sindaco un "piano di salvataggio" fatto di privatizzazioni e razionalizzazioni che la coalizione - con Sel e Idv - non avrebbe retto. Le partecipate sono state offerte anche all'assessore Paola Bernardo che a poche ore dall'appuntamento in consiglio ha però rifiutato. Ed ecco il secondo punto: Bernardo, ormai era scontato, ha perso la delega principe all'urbanistica, che è andata all'ex dirigente della Regione Toscana, Mauro Grassi. Nelle mani di Grassi, da ieri, c'è anche l'ambiente: insomma, i due pilastri (e le grane) dell'azione amministrativa, oltre alle partecipate. Perché? Di Bernardo, Cosimi si limita a dire che «ho fatto una scelta diversa, ma il giudizio è positivo, infatti le ho dato anche il patrimonio». Lei, in evidente disagio, dice solo: «Sento di non dover mollare». Per l'ambiente non ci vuole molto a capire che forse Cosimi non lo ha ritenuto "adatto" al nuovo vicesindaco: al posto di Cristiano Toncelli Idv ha voluto, come annunciato, Luca Bogi. Lo stesso che da presidente della commissione ambiente in Provincia ha prodotto il documento finito in Procura sulla discarica del Limoncino. Grassi, ripete il sindaco, «ha un alto profilo tecnico e politico, è un economista esperto di urbanistica: quello che ci serviva». Ma anche, aggiungiamo noi, ha un mare di relazioni in Regione. Cosimi lo dice neppure troppo tra le righe quando - presentando al consiglio il documento programmatico varato dalla maggioranza - parla di futuro del porto, trasporto pubblico, energia, rifiuti, lavoro: «Il rapporto con la Regione è un punto nodale». Perché, solo per fare qualche esempio, il trasporto pubblico tra poco sarà gestito su scala toscana e «l'escavo dei fondali del porto è stato finanziato dalla Regione, anche se sarebbe toccato al governo». Insomma, di questi tempi tempi, molte partite si giocheranno su scala regionale, più che locale. Ecco perché se nell'operazione Grassi c'è chi vede la mano di Firenze su Livorno, c'è anche chi vede soprattutto le braccia di Livorno tese verso Firenze. Juna Goti Luca Bogi Al nuovo vicesindaco dipietrista in arrivo dalla Provincia Cosimi ha assegnato le politiche del decentramento (rapporti con le circoscrizioni), le energie rinnovabili, l'edilizia privata, lo sport e le politiche di tutela verso gli animali.
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