Toscana
«Così le pastoie intrappolano le soluzioni»
Metto le case a disposizione eppure tutto resta fermo
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Il vescovo Giusti mette l'accento su una accoppiata di esempi per segnalare cosa intende dire quando parla di capacità di concretizzare la volontà politica: il riferimento è al problema casa e alla disponibilità della diocesi di aiutare, attraverso l'istituzione pubblica, le famiglie in difficoltà. «L'assessore Cantù mi chiede una mano per risolvere il problema degli sfrattati: la curia mette a disposizione un immobile. Mi dicono che c'è bisogno di trovare anche i soldi per sistemarli: ok, li troviamo. E' necessario che facciamo noi il progetto: bene, ho provveduto. Con una sottolineatura: non voglio essere io, vescovo, a assegnare le case ma deve farlo il Comune secondo le graduatorie. C'è bisogno di una convenzione specifica, dicono gli uffici comunali: d'accordo, fatela e la firmerò. Risultato: zero, e stiamo parlando di una pratica che è ferma da Natale e che ha l'assenso di tutti». Il secondo caso riguarda, sempre sul fronte caldo dell'emergenza casa, l'uso di un edificio della diocesi alle Sorgenti: se ne ricaveranno 24 appartamenti. «Stavolta è il sindaco che me lo chiede: accetto. Arrivano i massimi dirigenti di Casalp: tutti siamo d'accordo. Eppure, nonostante l'esplicito ok di ciascuno dei protagonisti, la cosa non cammina». «Io non chiedo una corsia preferenziale per la licenza edilizia per una ristrutturazione: a quella penseranno gli ingegneri e gli architetti, seguendo l'iter che seguono tutti i cittadini. La chiedo quando c'è di mezzo una collaborazione con le istituzioni per dare una opportunità a chi vive nel disagio». E aggiunge: «E' per questo - scandisce monsignor Giusti - che abbiamo dato vita a questa sorta di lobby trasversale di una dozzina di esponenti politici in nome della difesa degli interessi collettivi dei più indifesi. Ai cattolici impegnati in politica chiedo questo: i valori la Chiesa li difende benissimo per conto proprio, loro diano una mano seguendo le pratiche con tutta l'attenzione possibile perché le famiglie in difficoltà non possono aspettare i tempi lunghissimi delle beghe di Palazzo». Poi sorride: «Forse è una lobby che dovrebbe funzionare un po' meglio, visto che finora le cose sono rimaste a metà strada».
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