Gioco
Via Marradi protesta per i lavori in ritardo «Liberate la strada»
Giorgio Carlini
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Alcuni commercianti di via Marradi posano davanti alle transenne del cantiere 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Non stanno rispettando le promesse. Così mettono in crisi le nostre attività». I commercianti di via Marradi si sono rivolti al Tirreno per manifestare il loro disappunto per i lavori di Asa per il potenziamento delle fognature. L'aspetto più preoccupante è che, dopo neanche due settimane, le operazioni per il risanamento delle condutture sembrano già in ritardo rispetto alle indicazioni fornite alla vigilia. La prima modifica al piano del traffico, che comprende il divieto di transito in via Calzabigi (e che vede le maggiori criticità proprio in via Calzabigi e nel tratto di via Marradi fino a via Cambini), avrebbe dovuto terminare l'11 settembre, secondo le prime comunicazioni di Asa. Ma fino a ieri, lo stesso tratto di via Calzabigi era un grande cantiere a cielo aperto. E adesso i negozianti mostrano il loro dissenso. «Apprezziamo l'intervento per sistemare via Marradi - afferma David Samminiatesi, titolare di Balloon Express Shop - ma non hanno operato con le modalità previste in un primo momento». I negozianti sostengono di aver ricevuto rassicurazioni sul fatto che, una volta terminata la sistemazione di un tratto di strada, questo sarebbe stato liberato, e il cantiere si sarebbe spostato in avanti. Invece, a quanto pare, per liberare quello spazio si dovrà attendere la conclusione di una parte ben più lunga. «I lavori davanti al mio negozio sono finiti da una settimana - prosegue Samminiatesi - ma ancora dobbiamo convivere con transenne e recinzioni. Mi hanno detto che ci vorranno come minimo altri 10 giorni». «Dal nostro lato il disagio si avverte meno - dicono da Polisport - Comunque la circolazione è nel caos, le vie spesso sono intasate, per noi e per i furgoni che trasportano le merci arrivare qui diventa un percorso a ostacoli». I pareri cambiano a mano a mano che ci si allontana dall'area dei lavori. Chi non ha il proprio esercizio interessato dalle operazioni è più tollerante, e parla di "male minore", rispetto a passare un altro inverno con le strade allagate. Chi invece il cantiere lo ha già davanti, proprio non riesce a pensare positivo. «Lavorano a fasi alterne - racconta David Giorgi, titolare della pizzeria in via Calzabigi - Gli operai a volte si assentano, forse perché impiegati in altri interventi. Questa strada doveva essere riaperta nei giorni scorsi. Invece rimane chiusa, le tubature continuano a sostare qua davanti, e i lavori si diradano sempre più. L'incrocio sarebbe libero e percorribile, basterebbe spostare il cantiere». «Abbiamo cercato almeno un compromesso - spiega Massimo Chelucci, titolare del punto vendita RedHot e creatore del gruppo facebook "Sosteniamo via Marradi e piazza Attias" - chiedendo che venissero messe delle passerelle ogni 15-20 metri, per dare la possibilità ai pedoni di attraversare la strada, ma la risposta è stata negativa. Le nostre sono attività fantasma. Non ci sono passaggi pedonali sicuri. Come fanno i disabili, le persone anziane, o chi deve passare con carrozzelle e passeggini? In questi giorni registriamo il 70 per cento di lavoro in meno. Passando di qua i cittadini neanche si accorgono che siamo aperti».
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