Gioco
Sul piano di Cosimi non c'è ancora l'intesa
Juna Goti
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Alessandro Cosimi è pensieroso, tra crisi politica ed economica Maggioranza in ordine sparso: oggi nuova riunione mentre le opposizioni insorgono
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LIVORNO. Fumata grigia: dopo una giornata di incontri serrati l'accordo in maggioranza su come governare la città da qui al 2014 ancora non c'è. Ieri pomeriggio il sindaco avrebbe dovuto consegnare ai rappresentanti di tutte le forze presenti in consiglio comunale il famoso piano programmatico rivisto sulla base delle richieste degli alleati. Almeno questo era l'impegno preso martedì scorso (e anche una settimana fa), quando i capigruppo erano stati riuniti a vuoto in attesa che la coalizione trovasse l'intesa. Ma di carne al fuoco ce n'è parecchia e per trovare l'accordo su Piano del traffico, futuro delle società partecipate, Piano energetico e rifiuti quattro giorni (il sindaco ha consegnato il documento agli alleati sabato scorso) non sono bastati. Segno che le distanze nella coalizione, su elementi chiave dell'azione amministrativa, sono davvero grandi. I segretari si riuniranno di nuovo oggi, per un ultimo tentativo. «Troveremo sicuramente l'intesa, alla fine l'incontro è andato meglio del previsto», ripetono a turno uscendo dalla sala del sindaco. Per forza dovranno trovare l'intesa: domani c'è consiglio comunale, e se così non fosse... I primi ad arrivare, ieri pomeriggio, sono stati i vertici di Sel: Cosimi ha voluto parlare col segretario Andrea Ghilarducci nella sua stanza. Stesso copione quando sono arrivati gli emissari di Idv, Benedetto Tuci e Lorenzo Del Lucchese (Andrea Romano e Luca Bogi sono stati commissariati). Solo dopo i due faccia a faccia separati si è riunita la coalizione. Ancora una volta senza Livorno Città Aperta, come sottolineato con tono polemico dal capogruppo di Sel, Lamberto Giannini. Il segretario del Pd, Yari De Filicaia, non ha potuto partecipare all'incontro e anche per questo la discussione è stata rimandata a oggi. Comunque il capogruppo, Massimo Gulì, ha messo sul tavolo le modifiche e le integrazioni richieste dai democratici al documento del sindaco. Al primo posto c'è il porto: il Pd chiede garanzie su dragaggio dei fondali, foce armata e collegamenti ferroviari. Poi il nuovo ospedale: la sera prima in direzione (nell'articolo in basso) in molti hanno sottolineato che «non abbiamo dubbi sulla localizzazione, ma quando inizieremo una discussione vera sui servizi sanitari?». Il partito di maggioranza chiede anche maggiori garanzie sul completamento dei piani di recupero dei quartieri nord, ma al tempo stesso la ripartenza della graduatoria delle case popolari. Poi il nodo delle partecipate: il Pd chiede di chiarire se ci sono i margini per ripubblicizzare Asa («altrimenti diciamolo chiaramente..»), mentre per Atl «vogliamo che il piano della mobilità sia pronto prima della fine dell'anno, in parallelo alla gara regionale per il trasporto pubblico». Quanto al Piano del traffico Sel e Idv sembrano essere sulla stessa lunghezza d'onda: non può aspettare. Ma finora nessuno ha avuto il coraggio di parlare della riapertura di piazza Cavour. Sulla ripubblicizzazione di Asa gli alleati non transigono. Idem per il Piano energetico: chiedono di specificare nel documento che Livorno non ospiterà un impianto per bruciare i rifiuti di tutto l'Ato. Ma su questo ci sono ancora forti imbarazzi (Idv è in fibrillazione anche per la terza linea al Picchianti). Così ecco che quando arrivano i capigruppo il sindaco non ha in mano un documento di intenti pronto: presenta a tutti le linee principali e assicura che «ve lo manderò per e-mail tra stanotte e domani». Sicuramente «domani» visto che gli alleati si riuniscono di nuovo stamani alle 9. Furiosi i capigruppo. A turno ripetono che «è la terza volta che veniamo convocati e il documento non c'è. E in quel poco che ci è stato fatto vedere non ci sono elementi di novità per affrontare la crisi, neppure un cronoprogramma chiaro...». Clima rovente, più che congelato, in vista del consiglio...
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