Il Tirreno

Livorno

Dopo la lettera degli operatori

«Il porto muore» Taradash porta il caso in Regione

Taradash
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 LIVORNO. «Il porto di Livorno si insabbia, gli affari se ne vanno e le diatribe locali diventeranno sempre più aspre per quella fetta di torta che diventa sempre più piccola». E' uno dei passaggi della lettera aperta con cui gli operatori del porto denunciano la situazione di degrado, incuria e abbandono dello scalo. Una lettera ripresa dal consigliere regionale Marco Taradash (Pdl), con un'interrogazione presentata ieri con la quale si invita il governatore Enrico Rossi o l'assessore alle infrastrutture Luca Ceccobao a rispondere in aula ai quesiti posti dall'appello firmato da Fiorenzo Milani e sottoscritto da una ventina di operatori.  La situazione nella struttura, raccontata nella lettera degli operatori e quindi nell'interrogazione di Taradash, non è per niente rosea: «Si esprime allarme - scrive l'esponente del Pdl nel suo documento - per le condizioni di abbandono della realtà portuale e lo sconforto per le inadempienze di lunga durata di fronte alle esigenze drammatiche di manutenzione e ampliamento. Al tempo stesso, si richiamano le principali urgenze infrastrutturali e si richiedono interventi precisi di carattere legislativo».  Tutti bisogni cui adesso la Regione - peraltro anche destinataria della lettera - dovrà necessariamente dare risposta, con ogni probabilità durante una delle prossime sedute del Consiglio regionale.

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