E la direzione del Pd chiede il conto...
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A sinistra Vladimiro Del Corona, Claudio Ritorni e Valter Nebbiai A destra lassessore Paola Bernardo parla con Monica Ria (circoscrizione 2) Gelo e imbarazzi all'incontro con il sindaco in Corea
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LIVORNO. «Mi piacerebbe capire di più di questo strano evento atmosferico in pieno agosto... Hai congelato la giunta senza dirci niente, quando ti abbiamo chiesto spiegazioni sei venuto a parlarci da presidente dell'Anci. Ci sono regole da rispettare in un partito: quando prendi i fischi in piazza li prendiamo tutti, pensaci...». Al microfono c'è Elis Bufalini, seduto davanti alla platea il sindaco Alessandro Cosimi. L'intervento del capogruppo del Pd in Provincia è solo l'antipasto di una discussione che mercoleledì è andata avanti fino a tarda notte nella sede della circoscrizione 1, in Corea. È qui che Cosimi ha presentato alla direzione del Partito democratico il documento programmatico messo sul tavolo della maggioranza per ridisegnare l'azione di governo alla luce della manovra varata a Roma. Il sindaco ripercorre uno a uno i punti del documento. Mentre il testo annunciato dal Pd resta in attesa. Lo ha portato ieri all'incontro con la maggioranza il capogruppo Massimo Gulì, dopo che il segretario comunale Yari De Filicaia ha fatto un delicato lavoro di collage di tutti i contributi (almeno tre diversi) arrivati dal gruppo di Palazzo Civico. È dall'acceso incontro con la direzione che escono i punti principali di quel documento che ora - sottolinea Vladimiro del Corona in un intervento tesissimo - «vogliamo capire come sarà inserito nelle priorità del sindaco». Prima il porto (il Pd chiede garanzie su dragaggio dei fondali, foce armata e collegamenti ferroviari), poi i servizi sociosanitari in un'ottica nuovo ospedale, i piani di recupero, le delicatissime società partecipate e il Piano del traffico (nell'articolo in alto tutti i dettagli). Nell'incontro con la direzione, dopo Elis Bufalini, intervengono anche il tesoriere Roberto Posarelli e il segretario della sezione porto, Mario Camici. E a tratti, per il sindaco, le parole pesano come macigni. Nel metodo («troppe decisioni già prese passano dai giornali prima che dal partito...») e nel merito, soprattutto sul Prg del porto («si fanno tanti discorsi sulla crisi mondiale, sulla Darsena Europa, ma intanto come cambiano le nostre banchine? Dove si mettono le crociere...?»). Il Piano regolatore del porto è un nervo scoperto e deve intervenire l'assessore Bruno Picchi per rimettere in fila i punti della discussione. Una discussione a 360 gradi, dai rimproveri politici ai progetti che servono per rilanciare la città. Prende il microfono anche la presidente di Confesercenti, Maristella Calgaro, che senza mezzi termini chiede «più chiarezza» sulla riqualificazione del centro e sul piano del traffico. Di chiarezza, con diplomazia, parla anche il consigliere regionale Marco Ruggeri, in arrivo in giacca e cravatta da Firenze. La chiede su Asa e sul rapporto con i soci privati, la chiede sul piano energetico e dei rifiuti, perché la terza linea al Picchianti è autorizzata da tempo mentre del mega impianto dato per scontato dall'Ato costa la città non ha ancora mai discusso... In sala ci sono tutti: gli assessori congelati (compresi Paola Bernardo e il dimissionario Claudio Ritorni), Giorgio Kutufà, Marida Bolognesi, Yari De Filicaia che tiene le redini della serata e Filippo Di Rocca che resta in silenzio. De Filicaia ripete anche qui che «l'idea di un ingresso di Filippo in giunta c'era ma ora la discussione è chiusa». Poi si chiude anche la direzione: tante pacche sulle spalle e mezzi sorrisi. Ma il clima tra il sindaco e il Pd è tutt'altro che sereno. J.G.
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