Gioco
«Mi faccio giustizia da me, qua chi sgarra paga»
L.L.
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Volanti della polizia al lavoro Parla il giovane che venerdì ha inseguito e fatto acciuffare un magrebino
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LIVORNO. Il ladro scappa a piedi e poi monta su un bus. Il cittadino lo insegue, blocca il mezzo Atl sbarrandogli la strada, con l'auto di traverso. Poi sale a bordo e fa bloccare le porte. Missione compiuta: arriva la polizia che arresta l'accusato di furto. Protagonista dell'"operazione" un operaio livornese di 29 anni. Il giovane, insieme al padre, 47, venerdì da via Menotti fino al centro ha inseguito e fatto acciuffare un magrebino che aveva rubato gioielli e cellulari in vari appartamenti della strada. «Qui a Shangai, chi sgarra paga. Ci aiutiamo tra noi e c'è tanto controllo sociale. Di gente che ruba e vive alle nostre spalle non ne possiamo più», dice il 29enne. In un primo momento il giovane, dopo aver cercato di fermare lo straniero aiutato dagli amici, molla la presa e lo lascia correre via. Ma poi ci ripensa e si dice: non è giusto che ci sia una persona che approfitta del prossimo e ruba negli appartamenti. Così sale al volo sulla sua auto e lo segue fino a farlo acciuffare. È lui stesso a raccontare i dettagli. «Io e mio padre eravamo qui fuori in via Menotti - dice - Io parlavo con amici, avevo accompagnato la bimba da mia suocera, quando a un tratto vedo uno che al numero civico 7 esce dalla finestra del bagno. Un mio amico gli dà una manata: quell'uomo ha la refurtiva nella borsa: catenine, anelli e 5 cellulari». Subito nasce una colluttazione, poi lo straniero scappa. A quel punto il 29enne ha uno scatto e d'istinto monta in auto e lo insegue. «L'abbiamo seguito con la vettura in via Pera fino in piazza San Marco dove lui è salito sulla linea 4. Da lì il bus l'ha portato in piazza Grande: noi gli siamo stati sempre alle costole». Poi, giunto nella piazza, il 29enne si improvvisa poliziotto. «Ho sbarrato la strada al bus, sono salito e gli ho detto: "Chudi le porte, presto". Intanto avevo già allertato la polizia. Il magrebino era seduto, fermo, ormai si rendeva conto che non aveva scampo». Ma cosa spinge un cittadino a fare il lavoro delle forze dell'ordine? «Il punto è che ne abbiamo abbastanza di questa gente che ruba. E allora finisce che ci facciamo giustizia per conto nostro - riflette il 29enne - Qui nel quartiere, tutti i giorni è così. E quel ragazzo magrebino io e i miei amici l'avevamo già visto in azione nelle case nei giorni scorsi. Aveva già rubato. Spesso veniva qui anche per giri di droga». Il giovane riflette sulla difficile tematica dell'integrazione. «A Shangai ci sono tanti stranieri bravi che lavorano - dice - Gente tranquilla che si è ben amalgamata con le altre famiglie che vivono qui da sempre. Ma ce ne sono anche tanti che delinquono: rubano, spacciano e così via. Il vantaggio di questo quartiere è che ci conosciamo tutti e c'è tanta solidarietà. Questo è l'unico quartiere che si fa rispettare».
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