Gioco
Da oggi controlli sulla radioattività Il Comune: solo una precauzione
Alessandro Guarducci
Il Comune ha incaricato l’Arpat, per scopi puramente precauzionali, di effettuare da oggi una serie di controlli per rilevare eventuali variazioni del livello di radioattività nell’aria
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LIVORNO. Il Comune ha incaricato l’Arpat, per scopi puramente precauzionali, di effettuare da oggi e per tutta la settimana una serie di controlli mirati a rilevare eventuali variazioni del livello di radioattività nell’aria. La decisione è stata presa in seguito all’incidente avvenuto ieri all’interno dell’impianto nucleare di Marcoule. «Le informazioni provenienti dalle agenzie scientifiche e dal dipartimento nazionale della Protezione civile - spiega Leonardo Gonnelli, responsabile della protezione civile del Comune - sono concordi nell’assicurare che a seguito dell’evento non c’è stata dispersione di materiale radioattivo e che si è trattato di “un incidente industriale non nucleare”».
Insomma, la situazione sembra sotto controllo. E, soprattutto, Livorno risulta essere fuori dalle fasce di pericolo. E allora, per quale motivo il Comune ha deciso di procedere comunque al monitoraggio? «Solo ed esclusivamente a titolo precauzionale - prosegue Gonnelli - Lo abbiamo fatto per l’esplosione di Fukushima e tutte le volte in cui si è registrato un incidente industriale rilevante con possibile rilascio di sostanze radioattive.
E abbiamo deciso di farlo anche in stavolta: è uno scrupolo». Diverso il discorso in Piemonte e Liguria, le regioni più vicine a Marcoule. «Nel raggio di 250 chilometri - dice Gonnelli - che indica la zona di monitoraggio, ci sono Torino e diverse città liguri: in questo caso, la procedura dispone l’effettuazione di controlli. La nostra è una scelta fatta a garanzia della sicurezza dei livornesi. Non c’è nessun motivo di allarmarsi».
Insomma, la situazione sembra sotto controllo. E, soprattutto, Livorno risulta essere fuori dalle fasce di pericolo. E allora, per quale motivo il Comune ha deciso di procedere comunque al monitoraggio? «Solo ed esclusivamente a titolo precauzionale - prosegue Gonnelli - Lo abbiamo fatto per l’esplosione di Fukushima e tutte le volte in cui si è registrato un incidente industriale rilevante con possibile rilascio di sostanze radioattive.
E abbiamo deciso di farlo anche in stavolta: è uno scrupolo». Diverso il discorso in Piemonte e Liguria, le regioni più vicine a Marcoule. «Nel raggio di 250 chilometri - dice Gonnelli - che indica la zona di monitoraggio, ci sono Torino e diverse città liguri: in questo caso, la procedura dispone l’effettuazione di controlli. La nostra è una scelta fatta a garanzia della sicurezza dei livornesi. Non c’è nessun motivo di allarmarsi».
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