Toscana
Anche il Pd sbanda sul piano Cosimi
Alessandro Guarducci
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Bettini (Sel), Toncelli (Idv) e, dietro, Bernardo (Pd) in giunta De Filicaia incontra il sindaco: la maggioranza è ormai vicina al collasso
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LIVORNO.La crisi di giunta, aperta ormai da tre settimane in seguito alle dimissioni di Claudio Ritorni e al "congelamento" degli assessori deciso dal sindaco, si è ormai trasformata in una vera e propria crisi politica con la coalizione di centrosinistra che, a Palazzo Civico, rischia seriamente di andare in frantumi. In questo momento il problema non è più l'ingresso di un nuovo assessore o la diversa distribuzione delle deleghe: in gioco c'è la sopravvivenza stessa dell'alleanza che fin qui ha sostenuto Alessandro Cosimi ma che non è detto possa proseguirlo a farla. Anche se non si può escludere che da questa vicenda il sindaco potrebbe alla fine uscire addirittura rinforzato. Di certo c'è che sui sette punti del programma di rilancio presentati dal sindaco ("Verso il 2014" è il titolo del documento), si è aperta un'accesa discussione tra le varie anime della maggioranza e anche all'interno dei partiti stessi, a cominciare proprio dal Pd che stasera riunirà la direzione per esprimere una posizione ufficiale sulle priorità che dovranno caratterizzare l'ultima parte del mandato amministrativo di Cosimi. È proprio in vista di questo appuntamento che, nella tarda mattinata di ieri, il segretario territoriale Yari De Filicaia si è incontrato con Alessandro Cosimi. «Gli ho chiesto di venire a illustrare in direzione la bozza del documento - dice il segretario - affinchè si possa aprire una discussione sulle cose concrete che, a nostro giudizio, dovranno essere realizzate in questa seconda metà del mandato. Gli stessi circoli vogliono dare un contributo con idee e suggerimenti: segno che l'argomento è serio e molto sentito». Tanto sentito che in queste ore, così si dice, molti esponenti del Pd - tra cui alcuni consiglieri comunali - starebbero lavorando alla stesura di un documento, non alternativo ma integrativo, con l'indicazione di alcune questione da risolvere nel breve periodo. Non a caso, nel pomeriggio di ieri il segretario ha convocato il gruppo consiliare democratico. In queste condizioni, è sinceramente difficile pensare che si giunga rapidamente a una soluzione condivisa all'interno del Pd. Figuriamoci, quindi, se si estendono i confini della discussione alla maggioranza. «Io credo che ci siano i margini per trovare una sintesi - dice De Filicaia, rivolgendosi agli alleati - Si tratta comunque di un'operazione difficile, che richiederà tempo e pazienza. Cosimi ha fatto bene a volere il chiarimento e dovremo andare fino in fondo su questa riflessione programmatica: se ci sarà bisogno di una settimana in più per risolvere la crisi, non è un problema. Poi affronteremo le problematiche del rimpasto di giunta, che è tutto un altro argomento e che esula dalla discussione in corso». È quindi difficile ipotizzare che la riunione di maggioranza convocata per domani alle 14,30 possa essere risolutiva e praticamente impossibile che Cosimi possa presentarsi sempre domani davanti ai capigruppo con il documento definitivo. Anche perché Idv, che ha sempre da risolvere i problemi interni, ha già fatto sapere di non gradire affatto alcuni punti della bozza elaborata da Cosimi (il rigassificatore Olt, la terza linea dell'inceneritore, la società regionale per il trasporto pubblico, etc.), e le parole pronunciate sabato scorso dal segretario regionale Fabio Evangelisti tornano d'attualità: «Potremmo restare in maggioranza, ma uscire dalla giunta». Un'eventualità, questa, presa in seria considerazione dai vertici del Pd, anche se sull'argomento sia Yari De Filicaia che Filippo Di Rocca si trincerano dietro il "no comment". E poi c'è pure Sel che si agita: il capogruppo Lamberto Giannini non è affatto entusiasta del documento del sindaco mentre il segretario Andrea Ghilarducci - dopo la direzione del partito di ieri sera - pare intenzionato a chiedere molti chiarimenti a Cosimi: dalle aziende partecipate al piano strutturale passando dagli interventi sulla mobilità. Ora la crisi è sotto gli occhi di tutti.
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